Una schermata della dashboard di controllo dei nuovi strumenti
Che l’AI abbia il potere di rivoluzionare qualsiasi cosa è ormai un fatto consolidato e confermato da decine di casi, ma quando si tratta di campi che influenzano pesantemente la nostra quotidianità si fa fatica a realizzare la portata del cambiamento. Nello specifico, anche la ricerca di contenuti su Internet sta subendo una profonda ristrutturazione con il tradizionale modello basato sulla SEO e sul traffico organico guidato dall'utente che cede gradualmente il passo a un ecosistema mediato da computer, dove le risposte non portano più a un clic sul sito web ma sono generate direttamente dalle intelligenze artificiali. Questo vuol dire che i percorsi che in passato portavano visitatori sui contenuti sta cambiando drasticamente. Per questo è necessario tenere sott’occhio le nuove dinamiche e, magari, dotarsi di strumenti in grado di farci cavalcare l’onda. Akamai ha presentato una soluzione che affronta questo tema, AI Brand Presence, progettata per garantire che i brand non diventino invisibili ai modelli di linguaggio (LLM) e agli agenti autonomi.
Il crollo del modello basato sui clic e l'esplosione dei bot di IA
La comunicazione digitale sta virando rapidamente verso l'individuazione mediata dai computer. Secondo recenti osservazioni di Akamai, il traffico dei bot basati sull'intelligenza artificiale è cresciuto di oltre il 300% su base annua, mentre studi confermano che quasi il 60% delle ricerche si conclude ormai senza un clic dell'utente. Secondo Patrick Sullivan, CTO Security Strategy di Akamai, questo nuovo comportamento dei consumatori stravolge i modelli di marketing consolidati, introducendo seri rischi per la visibilità e l'accuratezza delle informazioni aziendali recuperate e condivise dall'IA e avverte che le aziende devono affrontare il rischio di diventare digitalmente trasparenti: se non si è la principale fonte di informazione per i modelli di cui i clienti si fidano, si cessa virtualmente di esistere.
Ottimizzazione Generativa: il cuore di AI Brand Presence
Akamai, quindi, dichiara che AI Brand Presence è appositamente progettata per un web governato dall'intelligenza artificiale e combina diverse funzionalità per la gestione attiva della reputazione digitale. La soluzione traduce automaticamente i contenuti del sito web in un formato facilmente comprensibile dall'IA, lavorando in background sull'edge per non degradare l’esperienza d’uso dei visitatori umani né richiedere modifiche back-end. Contestualmente, una dashboard centralizzata rivela quali modelli di intelligenza artificiale stanno visitando il sito e quali contenuti stanno utilizzando, tracciando come queste interazioni si trasformano in engagement dei clienti. Questo approccio è noto come GEO (Generative Engine Optimization) e permette ai team addetti al marketing e al digitale di adattare le proprie strategie in tempo reale, assicurando che le piattaforme basate sull'AI rappresentino accuratamente il brand e i suoi prodotti.
Il primo cliente di Akamai è stato… Akamai
Akamai ha fatto da apripista utilizzando la tecnologia di AI Brand Presence sul proprio sito web globale. Fornendo una versione ottimizzata per l'IA, l'azienda ha ridotto del 99% i carichi di dati per i computer, semplificando drasticamente l'acquisizione delle informazioni. I risultati di questa gestione attiva del modo con cui i modelli LLM vedono un brand sono stati immediati: Akamai ha registrato un incremento dell'85% delle citazioni e un aumento del 364% della presenza del brand per ricerche generali in cui il nome non era stato esplicitamente menzionato. In ChatGPT, la presenza di Akamai rispetto alla concorrenza è aumentata del 133%. Kim Salem-Jackson, Chief Marketing Officer di Akamai, sottolinea che i responsabili marketing non possono permettersi di osservare passivamente il cambiamento, ma devono guidarlo: i criteri per un sito web eccellente sono cambiati ed esso deve essere ottimizzato per favorire la comprensione dell'IA per rimanere una fonte affidabile.
Eravamo abituati a correre dietro ai cambiamenti nell’algoritmo di Google, ma… a quanto pare, non basta più e per far fronte alle AI servono strumenti AI…