Samsung Galaxy S26 (sfondo editato con AI)
Il mercato degli smartphone nel 2026 continua a crescere discretamente, benché maturo e sottoposto alle dinamiche di una supply chain dove i componenti scarseggiano o tardano ad arrivare e i prezzi salgono. In base alle nuove stime di Omdia (la ex Canalys), nel primo trimestre 2026 sono stati immessi in distribuzione in Europa circa 33 milioni di smartphone, numero in rialzo del 2% anno su anno. Gli analisti descrivono un mercato che dimostra resilienza “tra i crescenti costi sul fronte della catena di fornitura e i sempre maggiori rischi di colli di bottiglia nella disponibilità”.
La domanda di nuovi modelli da sostituire ai meno recenti è il primo motore delle vendite, ma in questo giocano anche le politiche dei distributori, che stanno ampliando l'offerta. “Nel mercato europeo degli smartphone la domanda è ancora in salute”, ha commentato Runar Bjorhovde, principal analyst di Omdia. “Le consegne sono state alimentate dall’ondata di sostituzioni in corso, oltre che dai partner di canale che stanno ampliando la propria offerta. Nonostante alcuni picchi di prezzo, combinati con sconti più rari e inferiori rispetto agli anni scorsi, i vendor e gli operatori di canale sono sempre più preoccupati su ciò che li aspetta nel secondo trimestre. In una regione in cui i tre maggiori vendor detengono quasi l’80% del mercato, la concorrenza è spesso feroce tra i partner di canale più che tra i vendor, e questo spinge il canale ad anticipare gli ordini come misura precauzionale”.
Confermandosi marchio più venduto in Europa, Samsung è cresciuto a volume intorno al 3%, grazie soprattutto al calo di prezzo della gamma Galaxy A16 4G. Questo elemento ha in parte bilanciato le mancate vendite dovute al ritardo nel lancio dei Galaxy S26, A57 e A37.
Le migliori traiettorie di crescita spettano, però, agli altri marchi leader di mercato. Per Apple i volumi di vendita sono cresciuti del 9% anno su anno, per un totale di 8,8 milioni di iPhone venduti nel trimestre, con il traino della serie iPhone 17 e nononstante sconti inferiori a quelli a cui l’azienda ci aveva abituato in passsato.
Con 4,5 milioni di smartphone distribuiti tra inizio gennaio e fine marzo, al terzo posto si è confermata Xiaomi, nonostante un marcato calo a volume del 15% legato a difficoltà di supply chain. In compenso l’azienda cinese ha migliorato i margini grazie a un incremento del prezzo medio e alle buone vendite di modelli di fascia alta (specie in Francia, Germania e Spagna).
(Elaborazione grafica su dati Omdia, maggio 2026)
Al quarto posto c’è Motorola, che ha venduto 1,9 milioni di unità e ottenuto una crescita a volume del 17% anno su anno. Il marchio di telefonia di Lenovo sta ampliando la clientela soprattutto in Spagna e Portogallo, ma continua a crecere anche in Italia e Spagna. Sono, invece, Francia, Romani e Polonia i cavalli vincenti di Oppo, le cui vendite in Europa nel trimestre sono salite del 9% anno su anno, con 1,3 milioni di smartphone distribuiti. Al sesto posto, Honor è il marchio che ha riportato il migliore progresso a volume anno su anno, 60%, favorito da un allargamento del ventaglio di prezzi verso la fascia bassa.
“Il prezzo medio di vendita per gli smartphone in Europa ha toccato il record di 580 euro nel trimestre”, ha precisato Bjorhovde. “Questo è accaduto soprattutto per via della scarsa disponibilità di modelli da meno di 200 euro, che hanno rappresentato il minimo storico di appena il 25% delle spedizioni. Inoltre la fascia alta è rimasta resiliente grazie alla crescita di Apple. Il focus dei vendor e dei partner di canale si è spostato dal volume al valore, per ottenere risultati e sostenibilità operativa. Molti vendor che solitamente su focalizzano sul segmento mass market si stanno concentrando sempre di più sulla fascia medio-alta, per far leva su consumatori meno sensibili al prezzo e desiderosi di un upgrade”.