21/07/2026 di redazione

Scivolone degli smartphone, ma Apple e Samsung fanno eccezione

Per il secondo trimestre Omdia quantifica un calo di vendite del 4%, anno su anno. I modelli premium, però, continuano a crescere, mentre il mercato si polarizza.

Le vendite di smartphone fanno uno scivolone, in un mercato maturo e penalizzato dalla prolungata “crisi delle memorie”, una crisi di offerta e non di domanda. Le nuove stime di Omdia descrivono un secondo semestre in cui le unità distribuite calano del 4% anno su anno, penalizzate da una forte polarizzazione di mercato, tra fascia alta e bassa dell’offerta. Ed è un’inversione di rotta, perché l’andamento della prima parte del 2025 era stato sostanzialmente piatto e nel secondo semestre i numeri di vendita erano addirittura cresciuti del 3%, per rallentare sull’1% dei primi tre mesi del 2026.

La polarizzazione dei prezzi al consumo riflette le diverse strategie adottate dai produttori per ammortizzare il rialzo dei costi delle memorie, che erode i margini di profitto. In altre parole, alcuni hanno reso ancora più “premium” i propri modelli top di gamma, alzando i prezzi, altri hanno puntato sui volumi proponendo telefoni più abbordabili. Il calo complessivo del 4% deriva proprio dal mass market, mentre i marchi più focalizzati sul segmento premium restano a galla. Anzi: i primi due, Samsung ed Apple, addirittura crescono e consolidano il proprio market share.  

“I cali più marcati nei volumi di vendita hanno colpito il segmento mass market sotto i 400 dollari, in cui le limitazioni dell'offerta sono più critiche, i margini di profitto più ridotti e la sensibilità al prezzo più elevata”, ha spiegato Runar Bjorhovde, principal analyst di Omdia. “Per adattarsi, i produttori stanno spostando le proprie strategie dai volumi al valore, riottimizzando i portafogli prodotti e adeguando i prezzi al dettaglio. La gestione dei costi dei componenti, in forte aumento, è estremamente complessa e imprevedibile: alcuni produttori si trovano a pagare le memorie fino a quattro o cinque volte in più rispetto a un anno fa”. 

Da sole, spiega Omdia, le memorie e lo storage rappresentano ormai oltre il 60% della distinta base per i dispositivi di fascia economica, mentre per la fascia alta sono oltre il 30%. A questo problema si sommano, per gli Oem, le criticità (anche legate alla geopolitica) che oggi interessano le fonderie di semiconduttori e che esercitano una ulteriore pressione sui costi.

Il successo di Galaxy e iPhone

La classifica dei primi cinque marchi resta invariata rispetto al secondo trimestre 2025, ma con variazioni di peso non da poco. Samsung si è confermata in testa, con un market share del 22%, facilitata da “una domanda resiliente e da una forte disponibilità di forniture”, sottolinea Omdia. Inoltre ha giocato a favore il ritardo nel lancio della serie Galaxy S26, che ha spostato in avanti e collocato nel trimestre la nuova ondata di acquisti legata ai nuovi top di gamma. Ma non è tutto: la sudcoreana ha anche guadagnato terreno grazie alla scarsità di nuovi lanci tra i marchi cinesi potenziali concorrenti.

Anche per Apple è stato un trimestre di successo, specie considerando che di solito aprile, maggio e giugno sono per le vendite di iPhone il momento di maggiore fiacca. E invece per l’azienda di Cupertino il market share è salito al 20%, sulla spinta di un ciclo di aggiornamento che ha portato molti clienti a sostituire il vecchio smartphone con un iPhone 17. C’è un’unica ombra sul secondo semestre del 2026, ovvero possibili rialzi di prezzi. 

Xiaomi ha difeso il proprio terzo posto, ma con un market share trimestrale sceso di quattro punti percentuali nel giro di un anno, dal 15% all’11%. Seguono Oppo, scesa dal 12% al 10%, e Vivo, in calo dal 9% all’8%.

Stime preliminari sulle vendite del secondo trimestre 2026 (elaborazione grafica su dati Omdia)

Stime preliminari sulle vendite del secondo trimestre 2026 (elaborazione grafica su dati Omdia)

Un anno difficile all'orizzonte

“Prevediamo che i cali più marcati dei volumi si verificheranno nei prossimi due trimestri, quando i picchi stagionali della domanda, trainati da nuovi lanci, festività ed eventi commerciali, si scontreranno con una disponibilità limitata di chip di memoria”, ha aggiunto Bjorhovde. “Di conseguenza, è probabile che i produttori puntino maggiormente sulle fasce di prezzo più elevate per capitalizzare l'interesse dei clienti intenzionati ad aggiornare il proprio dispositivo durante la stagione di vendite del 2026. Tuttavia, se da un lato il riposizionamento verso l'alto di gamma tutela margini e ricavi, dall'altro riduce le opzioni a disposizione dei consumatori con budget limitati. Molti acquirenti del mass market saranno costretti a rimandare l'acquisto, a ridimensionare le aspettative, a ricorrere a finanziamenti o ad optare per dispositivi ricondizionati”.

Secondo Omdia, i produttori di smartphone dovranno tenere duro e sostenere elevati costi dei componenti almeno per un altro anno. Un calo di costi per le memorie potrebbe arrivare non prima dell’inizio del secondo semestre del 2027, ma difficilmente i prezzi torneranno sui livelli precedenti alla crisi di offerta. Gli Oem, quindi, dovranno continuare ad adattare le proprie strategie di produzione e di vendita alla luce di queste dinamiche.

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