Tre ricercatori dell'università di Boston hanno fatto una stima empirica del costo dei patent troll, ossia della guerra dei brevetti che ormai negli Stati Uniti dilaga. Dal 1990 il giochetto della rivendicazione dei brevetti è costato 500 miliardi di dollari, con una impennata negli ultimi quattro anni, in cui il costo è stato in media di 83 miliardi di dollari all'anno, pari a oltre il 25 per cento di quello che è stato speso dagli Stati Uniti nello stesso periodo per ricerca e sviluppo.
Il patent troll si verifica quando un'azienda che non ha sviluppato
tecnologie brevettate, ma che è dotata di un ampio portafoglio brevetti
acquisito da altri, fa causa o minaccia azioni legali contro un'altra
azienda, che in genere è più grande e ha un'alta disponibilità di
denaro. L'intento principale del patent troll è quello di forzare un accordo finanziario soddisfacente sotto la minaccia del divieto di vendita di un prodotto in territorio statunitense.
Il "patent troll" è costato negli USA 500 miliardi di dollari dal 1990 a oggi
I ricercatori James Bessen, Mike Meurer e Jennifer Ford si sono limitati a dare un prezzo ai costi tangibili, come le spese legali e i pagamenti delle cifre patteggiate negli accordi extragiudiziari. Non sono stati calcolati i costi indiretti, come l'assegnazione ai dipendenti aziendali da incarichi che non sono di loro competenza, l'incertezza giuridica, e la necessità di riprogettare i prodotti nel caso in cui fosse necessario.
Però questo studio è l'unico che ha quantificato le perdite delle aziende basandosi sul valore di borsa delle loro azioni, mentre non è stato possibile fare conto delle perdite delle piccole aziende a capitale privato che hanno dovuto dividersi o chiudere perché non potevano permettersi di difendere la loro posizione.
L'importanza della quotazione di borsa è dovuta al fatto che il valore azionario sale o scende anche in funzione degli esiti delle cause per brevetti. La teoria è semplice: il prezzo delle azioni di un'azienda rappresenta la migliore stima del valore dell'azienda.
Se, per esempio, le azioni della società scendono del due per cento nei giorni successivi alla conclusione di una causa, significa che il mercato pensa che la causa costerà alla società il due per cento della sua capitalizzazione di mercato.
Ovviamente l'applicazione pratica non è così lineare e non funzionerebbe per un'azienda singola, ma con un ampio campione di aziende questi fattori casuali dovrebbero annullarsi a vicenda, lasciando una stima approssimativa del costo delle cause per brevetti.
Gli autori della ricerca hanno lavorato sul databse di 1.630 cause per brevetti redatto da Patent Freedom. Dal momento che in molti dei processi c'era più di un imputato, alla fine sono risultate coinvolte 4.144 coppie di aziende. In media gli imputati hanno perso 20,4 milioni di dollari in capitalizzazione di mercato. Se tutti questi soldi fossero davvero finiti nelle tasche dei reali inventori il sistema giuridico statunitense sarebbe un modello da imitare.
Il Senato Usa ha appena approvato l'America Invents Act che dovrebbe rinnovare il sistema dei brevetti.
Purtroppo non è così: per verificare questo particolare sono state analizzate 14 aziende quotate in borsa e coinvolte nei patent troll. Le cause che le hanno viste coinvolte sono costate agli imputati 88 miliardi di dollari, ma le entrate totali dei vincitori sono state solo di 7,6 miliardi di dollari.
Questo suggerisce che gli inventori originali hanno ottenuto meno del 10 per cento della ricchezza perduta dagli imputati, e il valore reale è probabilmente molto più basso, perché alcuni dei 7,6 miliardi di dollari conteggiati provenivano da cause non correlate.
Da notare, infine, che stando ai dati della ricerca le cause per brevetti software rappresentano circa il 62% del totale, mentre solo il 2% è dovuto a brevetti sui farmaci o su prodotti chimici, quindi si può concludere che la proliferazione dei brevetti software è stata una delle principali cause dell'esplosione del patent troll, che a questo punto sta diventando un disincentivo all'innovazione, specialmente software.