24/08/2011 di Redazione

Trimestre in rosso per l'elettronica di consumo

I dati di GfK Retail and Technology relativi al mercato italiano dei prodotti elettronici e di informatica di largo consumo segnano il passo: il giro d’affari è sceso del 12,2% rispetto allo stesso periodo del 2011 a 4,2 miliardi di euro, contro i 4,6 mil

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Sono cattive notizie per vendor e operatori del canale quelle che arrivano dal consueto rapporto periodico elaborato da GfK Retail and Technology relativamente alle vendite di “technical consumer goods” (dai pc agli smartphone, dagli elettrodomestici ai consumabili) nel secondo trimestre di quest’anno.

Un punto vendita Euronics


Il giro d’affari di questo macro comparto è infatti sceso del 12,2% rispetto allo stesso periodo del 2011, a 4,2 miliardi di euro (contro i 4,6 miliardi del primo trimestre) e gli analisti la fotografano in particolare come una tendenza particolarmente negativa al confronto con le straordinarie performance dei settori elettronica di consumo e grandi elettrodomestici.

Certo gli incentivi governativi per alcuni prodotti del bianco e lo switch over al digitale terrestre della regione Lombardia pesano parecchio nell’economia delle vendite ma il problema di un calo generalizzato di domanda rimane e affligge praticamente tutti i segmenti di questo mercato. Con le uniche eccezioni di telefonia e informatica, che sono invece cresciuti rispettivamente del 3,3% (a 736 milioni di euro) e dello 0,1% (a 751 milioni) facendo leva sull’appeal degli utenti per smartphone (molto bene sono andate le vendite dei nuovi modelli Android con posizionamento di prezzo medio-basso) e tablet.

A pagare dazio sono soprattutto i comparti della fotografia (-11,1%, per un fatturato di 156 milioni di euro), quello dei prodotti per l’ufficio e dei consumabili (-15%, a 435 milioni di euro ) e l’elettronica di Consumo, il cui bilancio nei dodici mesi è in rosso del 30,1% scendendo a 901 milioni di euro.

Da evidenziare il fatto che un mercato molto importante come quello dei notebook, pur cresciuto in volumi, non abbia portato significativi contributi al valore del mercato e questo perché, spiegano da Gfk, il prezzo medio continua a scendere sotto la pressione di numerose promozioni in tutte le principali insegne distributive.
 

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