Mentre il ritardo delle dosi del vaccino Pfizer preoccupa l’Italia, il giuramento di Joe Biden e Kamala Harris come presidente degli Stati Uniti e vicepresidente cattura le attenzioni del popolo americano. Ma il pensiero del covid-19 è ben presente anche oltreoceano. Amazon ha subito voluto ingraziarsi il nuovo presidente con una promessa: lo aiuterà nella sua lotta contro il covid-19. In una lettera resa pubblica sul sito dell’azienda, Dave Clark, direttore della divisione Worldwide Consumer, ha promesso a Biden che Amazon si impegnerà “ad assisterla nel raggiungimento dell’obiettivo di vaccinare 100 milioni di americani nei primi cento giorni della sua amministrazione”. Un obiettivo sulla cui fattibilità in molti hanno espresso scetticismo (incluso Michael Osterholm, l’epidemiologo scelto da Biden per far parte del suo nuovo team di consulenti sul covid-19). 

 

La grande rete logistica e commerciale della società di Jeff Bezos, però, può forse rendere meno utopistica la promessa. Amazon conta negli Stati Uniti oltre 800mila dipendenti, la maggior parte dei quali operativi nei centri di smistamento e magazzini, nei data center di Aws e nei negozi Whole Foods Market. In base ad accordi siglati con fornitori di servizi sanitari, le strutture di Amazon potranno essere usate come luogo in cui somministrare i vaccini per il covid-19. 

 

Siamo pronti a muoverci rapidamente, non appena i vaccini saranno disponibili”, ha assicurato Clark. “Inoltre siamo pronti a far leva sulle nostre operations, tecnologie informatiche, capacità ed esperienza di comunicazione per supportare gli sforzi della sua amministrazione sulla vaccinazione. Le nostre dimensioni ci permettono di avere nell’immediato un impatto significativo nella lotta contro il covid-19”.

 

 

 

 

Nonostante questo innegabile impegno, i rapporti tra società di Seattle e la pandemia sono complessi. Nei lunghi mesi dei lockdown di mezzo mondo, i magazzinieri e i fattorini di Amazon hanno lavorato come non mai, contribuendo alla gioia dei conti aziendali ma anche alimentando polemiche variegate, lamentele per lo strapotere dei colossi dell’e-commerce, dubbi sulla sicurezza personale dei dipendenti

 

D’altra parte l’azienda non ha ignorato il problema (né avrebbe potuto permettersi di farlo, ovviamente), ma anzi ha investito su scala globale 800 milioni di dollari per acquistare mascherine, disinfettante per mani, scanner termici, termometri, salviette disinfettanti e nuove postazioni per il lavaggio delle mani. Solo in Italia, fa sapere l’ufficio stampa, Amazon ha acquistato “230 milioni di unità di disinfettante per mani, 12 milioni di paia di guanti, nove milioni di mascherine, visiere protettive e altre protezioni per naso e bocca, e 35 milioni di unità di salviette disinfettanti”.