Killnet colpisce ancora. Questa volta è il sito della Polizia di Stato italiana a finire nelle mire del gruppo hacker russo, già responsabile dei recenti attacchi DDoS alle piattaforme online del Senato, del Ministero della Difesa e di altre organizzazioni. Qualche giorno fa la Polizia Postale aveva con successo bloccato l’attacco di Legion (un sottogruppo di Killnet) rivolto al sito di Eurovision, ma questa volta l’operazione difensiva non è riuscita.

Killnet è il volto eclatante, la forza offensiva più plateale ma probabilmente non la più pericolosa, nella cyberwar parallela al conflitto bellico che sta martoriando l’Ucraina.  Al contrario di Anonymous, schierato contro Putin, il collettivo (altrettanto frammentato ed eterogeneo) Killnet sta sfidando le autorità dei Paesi sostenitori dell’Ucraina con azioni di defacing di siti Web e attacchi DDoS (Distibuted Denial-of-Service). Modalità eclatanti, che fanno rumore ma che non rappresentano un pericolo insidioso come il cyberspionaggio o l’hackeraggio di infrastrutture critiche.

 

Rappresentanti di Killnet hanno rivendicato l’attacco, che anche in questo caso pare essere stato un DDoS. Nel momento in cui scriviamo, il sito della Polizia di Stato risulta ancora irraggiungibile. Una belle beffa, visto che solo due giorni fa su Twitter l’autorità si era vantata del successo della Polizia Postale nel bloccare l’attacco a Eurovision.

Intanto, secondo quanto riportato dalla piattaforma di notizie bielorussa Nexta Tv, è arrivato da parte di Killnet l’annuncio di una guerra informatica globale: gli hacker hanno minacciato di colpire anche l’Italia, oltre a Ucraina, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Lettonia, Romania,Lituania, Estonia e Polonia.