Anche in Europa, il cloud computing è ancora soprattutto americano. I tre grandi operatori, cioè Amazon, Microsoft e Google, sommati fra loro detengono sul mercato europeo una quota di circa il 70% a valore, stando agli ultimi dati di Synergy Research Group. Gli operatori europei come Sap, Deutsche Telekom, Ovhcloud, Telecom Italia e Orange (oltre a una lunga serie di player nazionali e locali) tuttavia si stanno difendendo come possono, puntando sui legami con il territorio e su vantaggi di sovranità e controllo sul dato.
Per la società di ricerca, i fornitori cloud europei sono passati dal detenere, in Ue, una fetta di mercato pari al 29%, nell’anno 2017, al 15% del 2022, quota rimasta poi stabile fino a oggi. Tra il 2017 e il 2024 il loro giro d’affari è triplicato, mentre però nel frattempo il mercato europeo del cloud computing è cresciuto il doppio (si è, cioè, moltiplicato per sei volte), con il traino degli hyperscaler statunitensi.
Considerando le componenti infrastrutturali, di piattaforma e i servizi di cloud privato, Synergy stima il mercato europeo nei primi sei mesi del 2025 abbia prodotto un giro d’affari di 36 miliardi di euro. La previsione per l’intero anno è di una crescita del 24% sul 2024, spinta soprattutto dai servizi legati in un modo o nell’altro all’intelligenza artificiale, come quelli di Infrastructure as-a-Service basati su Gpu e come il Platform as-a-Service per lo sviluppo e la personalizzazione di applicazioni di GenAI (per cui si prevede una crescita compresa tra 140& e 160% anno su anno).
I principali mercati nazionali per il cloud europeo sono il Regno Unito e la Germania, ma l’Italia è tra i Paesi in crescita più spinta, accanto a Irlanda e Spagna. Tra i player europei, in testa ci sono Sap e Deutsche Telekom, ciascuno con un market share del 2%.
Una montagna impossibile da scalare
“Il mercato del cloud”, ha commentato John Dinsdale, chief analyst di Synergy Research Group, “è un gioco di scala, in cui aspiranti leader devono fare enormi scommesse finanziarie, devono avere una visione di lungo termine su investimenti e profittabilità, devono conservare una determinazione focalizzata e raggiungere costantemente l’eccellenza operativa. Nessuna società europea si è avvicinata a questa serie di criteri e il risultato è un mercato in cui i cinque grandi leader sono tutti statunitensi”.
Oltre ad Amazon, Microsoft e Google, il quintetto include Ibm e Oracle: aziende che, sottolinea Sinergy, investono fino a dieci miliardi di dollari a trimestre per il potenziamento dei propri data center e della relativa offerta di servizi. Livelli di spesa inarrivabili per gli operatori cloud europei, che si trovano davanti “una montagna impossibile da scalare”, come scrive Dinsdale. “Di conseguenza, i fornitori cloud europei per lo più si sono posizionati nel servire gruppi di clientela locale con necessità specifiche, lavorando a volte come partner per i grandi provider statunitensi. Molti operatori cloud europei continueranno a crescere, ma è improbabile che riescano a spostare di molto l’ago della bilancia in termini di market share nel contesto europeo generale”.