Come sarà possibile colmare il famigerato gap di competenze digitali di cui l’Italia, notoriamente, soffre? Il problema sarà sempre più sentito, nonostante le nuove generazioni siano native digitali, perché molte delle competenze oggi richieste sul mercato del lavoro non si limitano alla semplice alfabetizzazione informatica bensì spaziano tra ambiti specialistici come la data science e la programmazione software, l’Intelligenza Artificiale e la cybersicurezza. Di fronte alla prospettiva di un’ulteriore crescita dell’età media della nostra popolazione nazionale (secondo Fondazione Di Vittorio della Cgil prospetta entro vent’anni una perdita di 6,8 milioni di lavoratori, che diventeranno pensionati), l’azione di scuola e università è fondamentale, ma da sola non basta. Perché anche gli utenti più “senior”, magari già vicini al pensionamento, hanno bisogno di restare al passo con l’evoluzione digitale.

Si stanno dando da fare, in Italia, diverse grandi aziende tecnologiche, tra cui per esempio Microsoft e Cisco, per citare due dei nomi più coinvolti in iniziative di collaborazione con Università, imprese, startup ed enti della Pubblica Amministrazione. Ma Google non è da meno. L’azienda di Mountain View nel nostro Paese partecipa a un’iniziativa di Unioncamere chiamata “Eccellenze in digitale” e avviata nel 2014. Ed è notizia fresca che questo progetto nell’ultimo biennio ha permesso a circa 43mila persone, tra imprenditori e dipendenti d’azienda, di partecipare a un migliaio di seminari, organizzati in tutta Italia da circa 250 “digitalizzatori” (così vengono chiamate le aziende che erogano corsi di formazione all’interno dell’iniziativa).

I “digitalizzatori”, per potersi fregiare di questo titolo e dunque organizzare seminari su tematiche digitali, devono aver a loro volta completato sessanta ore di formazione, suddivise in 15 moduli. I corsi vengono ospitati all’interno dei Punti impresa digitale” (Pid) diffusi in tutti le Camere di commercio e parte del network istituzionale di Industria 4.0. Inoltre è rivolto in modo specifico ai giovani il parallelo progetto “Crescere in digitale”, finanziato con le risorse gestite da Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all’interno del più ampio programma “Garanzia Giovani”. Ad oggi, Crescere in digitale vanta quasi 150mila NEET iscritti (di cui 36mila nell'edizione in corso), oltre 17mila dei quali hanno superato il test online; conta, inoltre, sulla collaborazione di più di 12mila aziende che offrono tirocini e ha all’attivo 235 laboratori territoriali organizzati e quasi 4.800 tirocini attivati sul territorio nazionale.

Tornando a “Eccellenze in digitale”, quest’ultima edizione (2020-2022) ha beneficiato di un finanziamento di un milione di euro opera di Google.org, la divisione benefit della società di Mountain View. “Siamo entusiasti dei risultati ottenuti da Eccellenze in digitale nell’ultimo biennio”, ha dichiarato Gianna Francescutti, program manager di Google.org. Il progetto ha raggiunto l’obiettivo congiunto di Google e Unioncamere di accompagnare gli imprenditori e lavoratori delle piccole e medie imprese italiane  nella loro ripresa economica e sostenere parte della trasformazione digitale di cui necessita il Paese”.

“I numeri dell’edizione 2020-2022 di Eccellenze in digitale confermano la bontà di questa iniziativa, che ha il pregio di unire alle competenze di Google sul fronte del digitale, la capacità organizzativa e formativa del sistema camerale e la sua capillare presenza sui territori”, ha commentato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “È un connubio vincente che va avanti ormai da otto anni e che proseguirà con la nuova programmazione che stiamo mettendo a punto in queste settimane”.

Tra le novità in arrivo, Unioncamere sta definendo un nuovo servizio chiamato “PID-Academy” e volto a supportare le piccole e medie imprese nella transizione verso il modello 4.0, tramite attività di riqualificazione e sviluppo di competenze.