Le vendite di smartphone sono in calo, un’altra volta. Dopo il rallentamento del 2020, nel secondo trimestre del 2021 il mercato aveva ripreso slancio, segnando una crescita anno su anno del 10,8% a volume. Ora, però, dai nuovi dati diffusi da Gartner emerge che nel terzo trimestre il numero di smartphone commercializzati nel mondo è nuovamente in calo, del 6,8% anno su anno: 342 milioni le unità commercializzate, contro i 366 milioni del terzo trimestre 2020.

Colpa non di una mancanza di domanda, bensì di una serie di dinamiche che hanno impattato sull’offerta. “Nonostante una forte domanda da parte dei consumatori, le vendite sono calate per via dei ritardi nei lanci dei prodotti, di consegne rallentate e di un inventario sufficiente nel canale”, ha commentato Anshul Gupta, direttore della ricerca senior di Gartner. “Le difficoltà di fornitura hanno impattato sui ritmi di produzione degli smartphone basilari e utility più che dei modelli premium”.

Un po’ tutti i principali marchi del mercato hanno risentito di queste dinamiche, sebbene in diversa misura. Potendo produrre “in casa” sia semiconduttori sia altri tipi di componenti, Samsung ha ammortizzato l’effetto del chip crunch e limitato all’1,9% il calo di vendite (anno su anno), continuando a posizionarsi al primo posto nella classifica dei vendor con il 20,2% di quota mercato a volume. Le buone vendite dei Galaxy di fascia alta e in particolare dei nuovi modelli pieghevoli hanno certamente aiutato.

Nel periodo di luglio, agosto e settembre, grazie soprattutto agli iPhone 13 e iPhone 13 Pro, Apple ha recuperato la sua storica seconda posizione scalzando Xiaomi, che torna sul terzo gradino. Al quarto e quinto posto ci sono Vivo e Oppo, entrambe in crescita rispetto al market share di un anno prima.