La tecnologia blockchain può essere un alleato della sostenibilità, come dimostra la recente collaborazione tra Unilever e Sap. Al centro, l’obiettivo di rendere più etica e “green” la scelta, diffusissima nell’industria agroalimentare, di usare un ingrediente tanto versatile e spesso economicamente vantaggioso quale l’olio di palma. Uno dei problemi connessi alla sua produzione è notoriamente la deforestazione, e non è semplice superarlo: anche se da oltre un decennio molte multinazionali del food si sono impegnate a compiere scelte di approvvigionamento più etiche e sostenibili, spesso queste promesse non sono state mantenute.

Questo accade non solo per cattiva volontà, ma per le diffuse pratiche di contraffazione. Spesso, infatti, l’olio di palma acquistato da coltivazioni sostenibili arriva alle multinazionali dopo essere stato mescolato con altro olio di palma, proveniente invece da fonti non verificate. Le informazioni sull’origine dunque si perdono o risultano irreperibili.

Ed è qui che entra in gioco la blockchain. La soluzione GreenToken by Sap usa la tecnologia dei registri distribuiti per custodire in forma immutabile dati sull’origine della materia prima (alimentare o di qualsiasi altro tipo), sul tipo di manodopera impiegato (per smascherare lo sfruttamento del lavoro minorile) e sul grado di sostenibilità (processi e materiali di riciclo o provenienti da produzione sostenibile), restituendoli poi in forma grafica per agevolare la consultazione. Questa tecnologia, che ben si presta a essere adottata anche in ambiti come l’industria mineraria e la produzione di energia, è stata scelta da Unilever per un progetto pilota di tracciabilità della catena di fornitura di olio di palma.

 

 

 

In sostanza, GreenToken sta aiutando Unilever a tracciare, verificare e segnalare quasi in tempo reale le origini e il viaggio che l’olio compie lungo tutta la catena, dalle coltivazioni agli impianti di trasformazione. In un test di fattibilità (“conclusosi con ottimi risultati”, sottolinea l’ufficio stampa di Sap) in Indonesia Unilever ha usato GreenToken per tracciare oltre 188.000 tonnellate di frutti di palma da olio. “Unilever è impegnata a raggiungere una supply chain priva di deforestazione entro il 2023”, ha dichiarato Dave Ingram, chief procurement officer di Unilever, “e la tecnologia blockchain ha il potenziale di aiutare le imprese come la nostra a tenere traccia delle loro catene di approvvigionamento per garantire che le materie prime di cui ci serviamo rispettino le persone e il pianeta. Siamo incoraggiati dai promettenti risultati del nostro progetto pilota con GreenToken di Sap, l’ultimo elemento costitutivo del nostro approccio per garantire una supply chain più tracciabile e trasparente affidandoci alla tecnologia”.

“Con GreenToken lavoriamo perché le materie prime sfuse abbiano lungo l’intera supply chain gli stessi livelli di tracciabilità e trasparenza che si ottengono dalla scansione di un codice a barre o QR di un qualsiasi prodotto di consumo”, ha spiegato Nitin Jain, co-founder e general manager della soluzione GreenToken by Sap di Sap. “La nostra soluzione consente alle aziende di sapere quale percentuale di prodotti a base di olio di palma hanno acquistato da una fonte sostenibile e di tracciarla fino al prodotto che verrà acquistato dal consumatore finale”.

Il rapporto fra tecnologia e obiettivi di sostenibilità all’interno del settore agroindustriale è il filo conduttore dell’Agrifood Tech 5.0 Summit, evento organizzato da The Innovation Group a Roma nella giornata del 28 aprile. Si parlerà, tra le altre cose, delle opportunità del Pnrr per il settore, di soluzioni Internet of Things applicate all’agricoltura e di bioinformatica. La registrazione è gratuita.