Il mondo è sempre più connesso e mobile, con tassi di crescita esplosivi che non accenneranno a fermarsi nel prossimo quinquennio. Partendo dal presente, basti notare che nei primi tre mesi dell’anno il traffico totale sulle reti mobili è aumentato del 70 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016: si è trattato del più grande incremento a livello globale dal 2013, in particolar modo grazie al boom dell’India, Paese che sta impressionando per tassi di crescita e “bisogno di connettività”. Fra gennaio e marzo 2017 si sono aggiunte 107 milioni di utenze mobile, portando il numero complessivo a 7,6 miliardi. Come detto, l’India ha guidato la classifica con 43 nuovi milioni di utenti, grazie anche a una serie di offerte Lte molto vantaggiose, seguita da Cina (24 milioni), Indonesia (10 milioni), Pakistan (5 milioni) e Nigeria (3 milioni). I numeri provengono dall’ultima edizione del Mobility Report di Ericsson.

Cifre che testimoniano la stagnazione dei Paesi sviluppati: la crescita nell’Europa occidentale è stata infatti pari a zero, mentre nel Nord America si sono aggiunti all’elenco tre milioni di utenti. A proposito di Lte. Gli abbonamenti al 4G continuano a crescere con forza, con 250 milioni di nuove utenze (il dato include anche i passaggi dal 3G alla quarta generazione), arrivando così a 2,1 miliardi totali. Nel 2018 Ericsson prevede che l’Lte diventerà la tecnologia di accesso dominante in ambito mobile e sarà quindi caratterizzata dall’incremento più rapido della storia.

Ma l’evoluzione non si ferma ed è già tempo di parlare di 5G. L’accelerata impressa dagli organismi tecnici e regolatori alle reti di quinta generazione porterà a test su larga scala nel 2019, con il numero di sottoscrizioni che nel 2022 dovrebbe superare per la prima volta quota mezzo miliardo. L’avvento del 5G significherà però una nuova ondata di dati generati non solo dai dispositivi mobili “classici”, ma anche dalla miriade di oggetti connessi dell’Internet of Things.

 

Fonte: Ericsson Mobility Report

 

Sempre nel 2022 l’Lte dovrebbe raggiungere i cinque miliardi di abbonamenti attivi, su un totale di nove miliardi di utenze, di cui 8,3 miliardi a banda larga. Ma, ovviamente, ci saranno delle marcate differenze a livello geografico. Nel periodo analizzato da Ericsson, il Medio Oriente e l’Africa cambieranno faccia, passando a una prevalenza di accessi in Gsm/Edge all’80 per cento di connessioni Wcdma/Hspa ed Lte.

Entro la fine del 2022 in Cina circoleranno 1,3 miliardi di Sim 4G, mentre in Corea del Sud e Giappone inizierà a vedersi un cospicuo numero di sottoscrizioni alle reti di quinta generazione. Ad oggi l’85 per cento dell’utenza dei Paesi dell’Europa occidentale naviga in Lte, ma il record di penetrazione si tocca in Nord America, grazie a una migrazione rapida dalle tecnologie Cdma e Wcmda/Hspa. Stati Uniti e Canada assisteranno anche a una rapida diffusione del 5G. Il report di Ericsson prevede che, entro il 2022, il 25 per cento delle utenze di quinta generazione apparterrà ai due Paesi.

 

Video in primo piano

Tornando all’analisi del traffico mobile, che come abbiamo già detto è cresciuto anno su anno del 70 per cento, va sottolineato che la categoria più data consuming è stata quella dei video, che da qui al 2022 dovrebbe crescere del 50 per cento l’anno fino a contare per i tre quarti di tutto il traffico dati. Seguono i social network (più 38%), le applicazioni audio (34%), il download di software (32%), la navigazione Web (22%) e il file sharing (19%).

 

Fonte: Ericsson Mobility Report

 

Secondo il colosso svedese nel 2016 sono stati generati 8,8 exabyte di dati, mentre nel 2022 si toccherà quota 71 exabyte. Il dominio dei video è palese su tutte le tipologie di dispositivi (notebook, tablet e cellulari), con il 60 per cento del traffico riprodotto sulle “tavolette” nella seconda metà del 2016. Sugli smartphone, invece, la quota di riproduzioni video è risultata inferiori anno su anno. Fra le piattaforme di intrattenimento, la leader è ancora Youtube, malgrado il servizio di Google sia ormai “sfidato da player locali in alcuni Paesi”.