Il futuro delle telecomunicazioni potrebbe essere green: le stazioni radio, i pilastri su cui si regge il traffico delle reti mobile, potrebbero trasformarsi in una costellazione di “antenne verdi”, molto più ecologiche (ed economiche) rispetto agli attuali sistemi alimentati da generatori diesel. È la scommessa di Ericsson, Telecom Italia e 3 Italia, portata avanti da un progetto sperimentale che già guarda al futuro, con grandi ambizioni. Tutto è cominciato nel 2011, con un bando dell’Unione Europea per un sistema che potesse creare una via alternativa, meno inquinante.

Ericsson coordina il progetto ed è stata scelta come unico integratore Ict end-to-end per combinare le fonti di energia alternative. Vinto il bando, a inizio 2012 la società ha avviato i lavori in collaborazione con Telecom Italia e 3 Italia (che hanno messo a disposizione alcuni siti radio di loro proprietà), con l'European Union Energy Joint Research Centre e con l’Università Tor Vergata di Roma. Anche le aziende Dantherm Power, GreenHydrogen e Mes sono partner del progetto, che dopo una fase di laboratorio – durata circa due anni – ha preso forma “sul campo”, su una decina di siti radio distribuiti in diverse regioni italiane. Si dovrà arrivare a diciotto entro la fine dell’anno.

In che cosa sono diverse queste stazioni? Ciascuna sfrutta, al posto del generatore diesel, un mix di energie rinnovabili: pannelli fotovoltaici, batterie (usate per immagazzinare l’energia non sfruttata immediatamente), celle a combustibile e – in due siti – elettrolizzatori in grado di ricavare idrogeno o metanolo a partire dalla combinazione di acqua e aria. “L’elettrolizzatore è l’elemento più innovativo”, ha spiegato a Ictbusiness Rossella Cardone, head of innovation, sustainability & corporate responsibility di Ericsson, “perché può ricavare energia da due fonti a costo basso o nullo, cioè l’acqua prodotta dalle celle a combustibile e l’aria. Su questi elementi stiamo facendo ricerca, perché sono ciò che può rendere il sito radio completamente autosufficiente dal punto di vista energetico”.

Il progetto mira alla piena autosufficienza delle stazioni radio e dunque all’impatto zero, senza limitarsi a creare una soluzione di backup in caso di penuria energetica. Il ruolo della tecnologia di Ericsson è quello di “cervello” dell’intero sistema, come illustrato da Cardone: “Il punto di forza di questo progetto sta nell’Ict, che diventa il fattore integrante in grado di unire e ottimizzare tutte le fonti di energia verde. Con l’obiettivo a lungo termine di rendere il sito radio autonomo dal punto di vista energetico, eliminando anche la necessità di intervenire sul posto per fare manutenzione”.

 

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