Il mercato dei semiconduttori è ricco e lo sarà ancor di più nei prossimi anni: il giro d’affari mondiale nel 2025 ha superato quota 805 miliardi di dollari, per arrivare quest’anno a circa 1.320 miliardi, secondo le stime di Gartner. La domanda di servizi di cloud computing e di intelligenza artificiale alimenta gli investimenti, innanzitutto quelli dei grandi hyperscaler, ma anche quelli della catena di produzione dell’informatica e quelli delle aziende clienti. Le categorie più in crescita sono gli acceleratori AI (Gpu e chip Asic, specifici per applicazione), le memorie a elevata larghezza di banda (Hbm), ma anche i componenti al silicio per la connettività nei data center.
Molti vendor mangeranno da questo ricco piatto, ma ci sarà business per tutti? Chi saranno i vincitori della competizione? Gartner ha dato le proprie risposte, esaminando oltre 40 categorie di prodotto e selezionando poi un singolo “vincitore” per ciascuno dei principali segmenti di mercato. I “vincitori” sono tali non solo per il market share e i guadagni che sapranno accaparrarsi, ma perché oggi rappresentano, ciascuno nella propria categoria, il benchmark per l’eccellenza in termini di innovazione, proprietà intellettuale, capacità di intercettare la domanda con un'offerta e un go-to-market allienati. Non è detto, però, che i vincitori di oggi sapranno mantenere il primato nei prossimi anni.
“Nella gara tra vendor sull’intelligenza artificiale, i capofila dei semiconduttori hanno enormi opportunità di capitalizzare il passaggio verso infrastrutture di nuova generazione e la domanda senza precedenti di cicli di calcolo”, ha dichiarato Kevin Knox, practice vice president di Gartner. "Sebbene gli attuali capofila siano superando la concorrenza grazie a una profonda competenza tecnica, a capacità software e al controllo dell'ecosistema, la loro posizione è attivamente insidiata da rivali che puntano sulla diversificazione della catena di approvvigionamento, sull'adozione di standard industriali aperti e sulla crescente domanda di architetture efficienti e ottimizzate per l'inferenza”.
Acceleratori AI e connettività del data center: Nvidia
Secondo gli analisti di Gartner (ma non solamente secondo loro) nel campo dei chip accelatori per l’intelligenza artificiale oggi Nvidia svetta sulla concorrenza, e per diversi motivi. Il suo dominio nell’ambito degli acceleratori AI, come le Gpu, è il primo, ma va considerata anche l’integrazione verticale e l’ampia offerta di chip per la connettività dei data center. Inoltre l’utilizzo di protocolli e tecnologie proprietarie (come SHARP, SHIELD, NVHS e NVLink) consente a Nvidia di garantire prestazioni e affidabilità: questo rafforza la sua posizione dominante nelle reti di tipo scale-out e scale-up per i cluster di intelligenza artificiale.
Oggi i principali concorrenti di Nvidia in questo segmento di mercato sono Broadcom, Arista Networks, Cisco e Marvell. Nei prossimi anni, una potenziale minacce al dominio di Nvidia potrebbe essere la “strategia di diversificazione degli hyperscaler”, scrive Gartner. Una strategia, diciamo noi, di cui già si osservano diversi segnali, tra cui l’impegno di Google a sviluppare internamente una nuova categoria di chip per l’inferenza AI, molto più efficiente delle attuali Tpu (Tensor Processing Unit) proprietarie.
Le esigenze di calcolo per l’AI stanno cambiando: gradualmente, l’equilibrio si sta spostando dai workload di addestramento dei modelli a quelli di inferenza. Con l’affermazione dell’Agentic AI questa tendenza proseguirà. I grandi grandi operatori di data center, come Aws, Microsoft e Google, si stanno orientando sempre più su alternative “open” e basate su Ethernet. E l’attuale strategia di go-to-market di Nvidia non è allineata a questo cambiamento.
Processori custom per l’AI: Broadcom
Nel segmento dei processori per l’AI customizzati, l’azienda numero uno è Broadcom. Merito delle sue capacità di progettazione di Asic (Application Specific Integrated Circuit), cioè di microchip specializzati per determinate applicazioni, e merito anche della proprietà intellettuale accumulata negli anni dall’azienda. Altri punti di forza di Broadcom sono i nodi di processo all'avanguardia e il packaging avanzato.
Marvell Technology, Alchiop, MediaTek sono i principali concorrenti per quanto riguarda gli acceleratori per l’intelligenza artificiale, mentre i nomi di riferimento per il più ampio mercato delle infrastrutture AI sono Nvidia e Amd. La leadership di Broadcom è messa in forse da competitor che sapranno sviluppare proprietà intellettuale, che offriranno accordi flessibili e supporto a livello di progettazione. Altre minacce all’orizzonte sono i già citati lock-in tecnologici e l’affermazione di modelli di fornitura diretti, dalla fonderia agli Oem.
Cpu per i server ottimizzati per l’AI: Amd
Gartner non ha dubbi: è Amd l’azienda da battere per le Cpu dei server di classe enterprise ottimizzati per l’AI. Diversi i punti di forza di Advanced Micro: tecnologie adatte per l’orchestrazione degli agenti AI, larghezza di banda I/O e capacità di consolidamento dei server. Inoltre Amd ha dimostrato di saper mettere in pratica la propria roadmap e vanta un ampio supporto di ecosistema, dunque compatibilità con tecnologie legacy e di differenti Oem.
Nvidia e Intel sono i principali concorrenti di Amd nelle Cpu per server ottimizzati per l’intelligenza artificiale. Questo segmento di mercato è comunque molto dinamico e soggetto a rapidi cambiamenti. Per Amd, potenziali minacce future sono i nuovi player emergenti, il crescente lock-in del software e il vantaggioso rapporto costo/efficienza delle soluzioni basate su architettura Arm.
Connettività ottica nei data center: Marvell
La californiana Marvell Technology è il numero uno per le tecnologie di connettività ottica per data center. L’offerta spazia spazia dai moduli ottici pluggable basati su Dsp (Digital Signal Processor) ai componenti ottici analogici, fino alle piattaforme emergenti Lro (Linear Receive Optics) e ai piani di espansione per la tecnologia Cpo (Co-Packaged Optics).
I concorrenti dovranno puntare sull'integrazione o proporre architetture differenziate per poter raggiungere Marvell. Per quest’ultima, tuttavia, si profilano rischi legati alla implementazione della tecnologia Cpo, dall'integrazione verticale degli hyperscaler e da architetture fotoniche alternative, che potrebbero sottrarre il controllo ai fornitori indipendenti.
Semiconduttori di potenza per data center: Infineon
Nei semiconduttori di potenza per data center moderni, proiettati sull’intelligenza artificiale, il nome di riferimento è Infineon. L’azienda beneficia del proprio vantaggio competitivo iniziale nei sistemi di alimentazione per tali infrastrutture, vanta solide capacità produttive interne e negli anni ha sviluppato un portafoglio prodotti completo di soluzioni di alimentazione end-to-end, dalla rete elettrica fino al core del processore. Le tecnologie proposte spaziano dall’uso del silicio (Si) al carburo di silicio (SiC) e al nitruro di gallio (GaN).
La posizione di vertice di Infineon è però insidiata dalla crescente concorrenza di mercato nelle tecnologie SiC e GaN e dai solidi competitor sulle scheda di calcolo per la fase finale dell'erogazione di potenza. Concorrenti come STMicroelectronics e Onsemi potranno colmare il divario espandendo le partnership, entrando nell'ecosistema a 800 V CC e sviluppando roadmap lungimiranti sia per le soluzioni di potenza discrete sia per quelle integrate.