14/05/2010 di Redazione

A marzo i budget ICT miglioravano del 55 per cento

L'indagine congiunturale Assinform del primo trimestre dell'anno mostra che i budget ICT delle aziende clienti sono per il 55% impegnati nello sviluppo di nuovi progetti. Un dato molto positivo rispetto ai tagli del 70% dell'1Q 2009

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I confronti con il 2009 sono ingannatori assai.
Per esempio Paolo Angelucci, presidente di Assinform (l'associazione confindustriale delle imprese ICT) dice che l'indagine congiunturale presso i propri associati sull'andamento della domanda da parte delle aziende clienti (dal manifatturiero ai servizi) nel primo trimestre dell'anno mostra che oltre il 55% dei budget riguardano impegni d'investimento nello sviluppo di nuovi progetti informatici.

"Rispetto al 2009, quando registravamo budget IT in peggioramento per oltre il 70% delle aziende clienti, ci troviamo in una prospettiva completamente ribaltata".

Infatti: se il raffronto parte da un -70%, non c'è che da gioire per un +55%. Inoltre, com'è ovvio, l'indagine parla di marzo, ben prima della tempesta greca d'aprile.

Rembrandt: Cristo nella tempesta


Se ne parlerà a Milano il 24 maggio alla presentazione dei dati consolidati del 2009 (Rapporto Assinform 2010) e qualche ragionamento in più sul primo trimestre.

Un segnale di ripresa, dice ancora Angelucci, che deve essere consolidato con "iniziative di natura finanziaria e di politica industriale a sostegno dei progetti d'innovazione delle imprese". Come, per esempio, l'accordo tra Assinform e Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano per 1 miliardo di euro di finanziamento a progetti a medio-lungo termine comprensivi sia degli investimenti hardware sia di quelli necessari per lo sviluppo software e dei servizi correlati.

Infine l'appello: "L’IT, con 26% di capitale umano per unità di prodotto, che lo colloca al primo posto fra i settori industriali per intensità di lavoro e con 30% di addetti laureati che lo rende brain intensive - conclude Angelucci –  è  un settore fondamentale per lo sviluppo del paese e per questo va fortemente sostenutom, per il duplice valore di motore del cambiamento delle imprese e di crescita dell’ occupazione in particolare qualificata. Da questo punto di vista ci auguriamo che il Governo e le istituzioni non sottovalutino i segnali che arrivano dall’economia reale e intervengano con azioni strategiche per l’innovazione”.

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