Proteggere i dati con i backup è troppo complesso e faticoso. Tra ambienti tradizionali, virtuali e cloud spostare e gestire i dati può essere un vero e proprio calvario, e si finisce per non avere fiducia nelle copie di sicurezza. E a ragione, perché il moltiplicarsi delle copie di sicurezza rende più complessa un'eventuale operazione di disaster recovery.
Il backup è una cosa da prendere sul serio!
Un quadro desolante quello che emerge dalla ricerca di Ponemon Group presentata da Acronis. I dati riguardano tutto il mondo, ma offrono uno sguardo anche ai singoli Paesi.
Emerge che l'Italia è tra gli ultimi nella classifica Global Backup and Disaster Recovery Index, insieme ad altri Paesi dell'Europa del Sud. I nostri imprenditori sanno che il backup è importante, ma non lo ritengono un'attività prioritaria.
"Lo facciamo nei ritagli di tempo" sembra di sentir dire ai tanti responsabili IT. E se si deve investire del denaro, il backup è tra le ultime voci prese in considerazione: al massimo il 4% del budget. A loro difesa va detto che le cose da fare sono sempre tante, e spesso si chiede a una persona di fare i salti mortali per coprire tutte le esigenze.
Superficialità? Eccesso di ottimismo? Mancanza di risorse? Non lo sappiamo per certo, ma la conseguenza è che "in Italia non ci sono solide basi quanto a integrità e affidabilità dei sistemi di backup e disaster recovery aziendali in essere". Insomma, se un'azienda italiana dovesse trovarsi ad affrontare problemi informatici di grossa entità, si troverebbe in guai molto grossi.
Sarà forse il cloud computing a salvare le nostre PMI: si prevede che queste soluzioni aumenteranno molto nei prossimi 12 mesi, e sembra che tutti considerino l'idea più che interessante. "Appare chiaro che le PMI italiane sono alla ricerca, indipendentemente dai risultati ottenuti, di una soluzione affidabile, conveniente e facile da utilizzare in ambienti fisici, virtuali e cloud", spiega Mauro Papini, Country Manager Acronis Italy.
Insomma, se il backup è facile da implementare e costa poco, anche l'imprenditore nostrano potrebbe prendere in considerazione una vera politica di sicurezza dei dati.