25/03/2011 di Redazione

Alle aziende piace il tablet, ma non il pc personale

Una ricerca Forrester evidenzia come le aziende si stiano mostrando molto permeabili alla penetrazione dei prodotti consumer, in particolare i tablet. Ancora rara, invece, la possibilità di portarsi il computer da casa.

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Le aziende grandi e piccole si stanno aprendo con un certo entusiasmo ai tablet. Da quando è comparso l'Apple iPad, ormai oltre un anno fa, questi dispositivi si stanno facendo sempre più strada negli ambienti lavorativi (Lo smartphone conquista l'ufficio, vecchiume addio). Non solo come prodotti dedicati, ma soprattutto come gadget personali dei lavoratori che si aggiungono all'ecosistema aziendale. Paradossalmente l'uso dei notebook personali è invece ancora limitato.

L'iPad 2 di Apple

È quanto emerge da una ricerca svolta da Forrester, che ha interrogato i responsabili di diverse grandi (oltre 1000 dipendenti) e piccole aziende. È emerso che il 26% delle imprese sta già usando i tablet o ha in programma di farlo. Solo il 2% invece permette ai dipendenti di lavorare con il proprio PC personale.  Il numero di dispositivi e configurazioni supportato è similmente in costante aumento.

"I tablet sono un argomento bollente da quando è uscito l'Apple iPad. Sono l'aspetto più visibile di un fenomeno più ampio che pesa sulle strategie di vendite: la consumerizzazione dell'IT. Questo è definito da diversi elementi, come l'uso di dispositivi personali per lavoro, modelli di pagamento basati sull'uso, uso di denaro personale per servizi cloud legati al lavoro e lavoratori che si procurano da soli le risorse IT, lontano dal controllo degli amministratori", spiega Frank Gillet in un post che presenta la ricerca.

Grande diffusione anche per le web-application, usate dall'84% delle aziende incluse nel sondaggio. Si tratta però di un fenomeno ancora acerbo, che ha più il sapore di una sperimentazione. L'uso di applicazioni tradizionali, installate fisicamente sulle macchine, non è infatti (ancora) calato.

La ricerca Forrester in sintesi

Questo fenomeno, spiega Gillet, ha implicazioni dirette sulle strategie di chi vende i prodotti in questione, come su quelle di chi si dirige direttamente alle aziende. Da una parte chi fa un tablet deve pensare a un cliente che, potenzialmente, vorrà usarlo anche per scopi lavorativi. Dall'altra, invece, chi fa prodotti per le aziende deve tenere presente questa tendenze, e in questo senso la recente "apertura" di Microsoft è un esempio del tutto rilevante.

Curioso, invece, che ci sia meno disponibilità verso un lavoratore che voglia usare il proprio notebook al lavoro (Motorola Xoom e le videoconferenze professionali). La diffusione di virtualizzazione e servizi cloud dovrebbe favorire questa tendenza, ma a quanto pare ci sono ancora serie preoccupazioni per quanto riguarda la sicurezza.

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