Scommessa, innovazione, atto di generosità, scelta d’immagine o di strategia? L’annuncio fatto dall’amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, dall’home page del sito americano del portale di e-commerce ha lasciato tutti stupiti, lasciando aperte più interpretazioni: l’azienda erogherà borse di studio ai dipendenti per creare nuove possibilità di carriera anche non attinenti al lavoro nell’azienda nata come libreria online, e oggi diventata un colosso del commercio elettronico, ma anche una piattaforma per start-up.
Dal sito di Amazon
L’
Amazon Career Choice Program prevede il
pagamento anticipato del 95% delle spese di studio e formazione, fino a un massimo di 8mila dollari complessivi per quattro anni, e possono parteciparvi solamente i dipendenti statunitensi impiegati a tempo pieno per almeno un triennio consecutivo. Con una condizione: “A differenza della maggior parte delle borse di studio – spiega Bezos nel suo annuncio online – sosteniamo esclusivamente la formazione per professioni ben pagate e richieste, in base alle statistiche di fonti come il U.S. Bureau of Labor Statistics”.
Tra le aree di studio incluse nel programma – che copre la formazione tecnica e professionalizzante, non i corsi universitari né i master – il comunicato di Amazon cita la
meccanica aerospaziale, le scienze mediche di laboratorio, il computer-aided design, l’ingegneria meccanica, l’igiene dentale, la formazione infermieristica e l’edilizia.
Un elenco che suggerisce quanto esplicitato dallo stesso comunicato Web: “Finanziamo questo tipo di formazione indipendentemente dal fatto che sia rilevante o meno per una carriera all’interno di Amazon”. E il concetto è ribadito a poche righe di distanza: “L’Amazon Career Choice Program è un programma innovativo progettato per espandere le possibilità dei nostri dipendenti nelle loro future carriere, sia all’interno di Amazon sia in altri settori”.
Il gigante dell’e-commerce si ritaglia così un ruolo di supporter dei talenti, un supporter disinteressato e che punta non solo al proprio tornaconto ma a spianare la strada ai più preparati nel mondo del lavoro. E forse non è un caso, se si pensa a quanto il tema dell’occupazione sta dominando l’agenda politica e mediatica in un’America in fase di risalita dalla crisi economica, e che si avvia verso le elezioni presidenziali del prossimo autunno.
“Come molte delle nostre innovazioni qui in Amazon – conclude Bezos – il
Career Choice Program è un esperimento. Siamo elettrizzati e speriamo che porterà grandi vantaggi ad alcuni dei nostri dipendenti. È un’innovazione che speriamo venga presa d’esempio da altre aziende nell’attuale situazione economica”.
Un primo risultato Amazon lo sta già ottenendo: riuscire a far parlare bene di sé, in attesa del vociferato lancio del suo primo smartphone, forse in fase di progettazione nel centro di ricerca da poco inaugurato a Londra con l’obiettivo di sviluppare servizi interattivi per telefonia e videogiochi. E in attesa, anche, di una nuova versione del suo tablet, il Kindle Fire, che sempre secondo i rumors potrebbe essere prodotto i due versioni, con schermo da sette e da dieci pollici.