Anche Twitter attira le attenzioni degli investitori e del mondo della finanza in generale, tanto che JP Morgan ha deciso d'investire circa un miliardo di dollari nel servizio. Non lo ha fatto direttamente, però, ma attraverso un fondo d'investimento intestato a Chris Sacca, definito un angel investor.
Twitter, come azienda, è riuscita a trovare i "follower" giusti
In altre parole, le voci su una possibile partecipazione diretta sono definitivamente smentite. Similmente, Twitter, tramite il cofondatore Biz Stone, ha fatto sapere chiaramente di non avere interesse a una quotazione pubblica in tempi brevi.
Al momento, infatti, la società gode di buona salute, grazie a investimenti come quello di Sacca o quello di Kleiner Perkins Caulfield & Byers, di cui abbiamo parlato un paio di mesi fa (Facebook oggi vale 50 miliardi. Ma niente Borsa).
Guardando agli investimenti si deduce che Twitter potrebbe valere 4,5 miliardi di dollari, circa un decimo del valore stimato di Facebook. Nessuna delle due aziende è intenzionata a quotarsi in borsa, e in entrambi i casi si afferma che gli affari vanno bene e che i finanziamenti aggiuntivi – pur benvenuti – non sono necessari.
Evan Williams e Biz Stone, fondatori e dirigenti
Tanto il social network quanto il servizio di "micro-blogging" si affidano per ora alla pubblicità per incamerare denaro. Facebook sembra però avere piani più solidi a lungo termine: oltre ai tradizionali annunci include un sistema di commercio interno basato su una valuta virtuale (i Facebook Credits), e un progetto di accordi con i negozi fisici sul territorio (Facebook Places e Facebook Deals), oltre a una ricchezza "nascosta" costituita dai dati personali di 600 milioni di utenti.
Differenze a parte, la valutazione di Facebook e Twitter ha fatto sollevare più di un sopracciglio. 50 miliardi di dollari per il primo e cinque per il secondo. In molti si chiedono se non siano cifre assurde e spropositate; l'unica certezza è che si è già creato un effetto a catena, che sta facendo lievitare anche il valore di altre aziende non quotate (Finanza e virtualizzazione, ecco i milioni a pioggia).
Inevitabile che qualcuno veda il pericolo di una nuova bolla finanziaria nel mondo tecnologico. Gli elementi ci sarebbero tutti: valutazioni eccessive e investimenti anticipati a sostenerle. L'esca perfetta che attira gli investitori di secondo livello, quelli che poi ci rimettono quando la bolla scoppia, e i primi si sono già alzati dal tavolo da gioco. Se la lezione degli anni '90 è servita a qualcosa, è lecito sperare che ci sarà un po' più di prudenza, questa volta.