L’evento annunciato da tempo (e molto atteso negli Usa) si è finalmente concretizzato ieri, a New York. Verizon Wireless ha svelato la propria offerta relative all’iPhone 4, che sarà in vendita nei negozi dell’operatore a partire dalla seconda settimana di febbraio con prezzi di listino fissati a 199 dollari (per il modello con 16 Gigabyte di memoria) con due anni di contratto. Dunque AT&T non è più il solo ed esclusivo carrier a vendere il melafonino negli Usa e l’unica sostanziale differenza fra le due proposte riguarda in sostanza il supporto delle reti 3G Cdma (per Verizon, che ha aggiunto all’iPhone una funzionalità di hot sot Wi-Fi per collegare al telefonono fino a cinque altri device contemporanemante) e quelle Gsm (per At&T).
Ora si tratta di capire il possibile impatto dell’illustre novità a catalogo, partendo dal fatto che Verizon ha attualmente 93 milioni di clienti all’attivo. Quanti di questi opteranno per l’iPhone preferendolo ai tanti terminali 4G Android che l’operatore metterà in vendita nei prossimi mesi? E quanto è rischioso il fatto che Verizon non ha l’esclusiva per proporre l’iPhone in versione Cdma, aprendo quindi il varco a un possibile ingresso di un altro carrier in questo segmento nei prossimi mesi?
Arriva nei negozi americani il 10 febbraio l'iPhone 4 di Verizon Wireless: costa 199 dollari
Il balletto delle cifre è quindi iniziato alla grande e al di là dei numeri relativi al venduto ne emergono anche altri relativi ai costi che Verizon potrebbe dover affrontare per coprire la quota di sussidio per ogni iPhone spedito sul mercato. Le ipotesi presentate dagli analisti sono come spesso capita anche molto differenti.
C’è chi parla (la newyorkese Hodulik) di un possibile venduto di 13 milioni di apparecchi e di 400 dollari di sussidio per un totale di 5,2 miliardi di dollari. Altri (Barclays) sono invece dell’idea che Verizon dovrà mettere in conto un budget di almeno 3,2 miliardi per coprire la quota di sussidio dei nove milioni di iPhone che potrebbe vendere negli Usa entro il prossimo dicembre. Come termine di paragone, AT&t si fa oggi carico di un sussidio di 350 dollari (prima erano 400) e quest’anno dovrebbe ridurre i costi di vendita relativi a questa voce a 2,1 miliardi di dollari, rispetto ai sei miliardi del passato.
Da Verizon Wireless non ci sono ovviamente conferme (ma neppure smentite) in tal senso, ma c’è un dato, reso noto da iSupply, che sembra, al momento solo sulla carta, penalizzare il carrier: quello che vede
la quota stimata di sussidio in capo a Verizon (350-400 dollari) essere sensibilmente superiore a quella (200-300 dollari) pagata in media dagli operatori americani per vendere più agevolmente nei negozi la maggior parte dei loro smartphone.