30/07/2012 di Redazione

Apple sogna Twitter e prova ad eliminare Samsung

L'azienda di Cupertino sembra pronta a investire centinaia di milioni di dollari per rilevare una quota del social network. Se così fosse, potrebbero presto cambiare le dinamiche di un mercato in continua evoluzione. Oggi, intanto, scatta a San Jose l'ult

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Apple potrebbe investire centinaia di milioni di dollari in Twitter. L'indiscrezione, pubblicata dal New York Times, sta facendo il giro del web per l'importanza strategica di un accordo di questo tipo, che potrebbe stravolgere gli equilibri di uno dei settori chiave di Internet. Il quotidiano newyorkese riferisce che i contatti sono in corso da tempo e che ormai la discussione sarebbe in fase avanzata: Tim Cook sarebbe pronto a imbarcarsi in un enorme investimento pur di mettere le mani sul social networking, che peraltro oggi è un elemento che influenza fortemente i consumi sul web.

Apple sembra pronta a investire in Twitter

Stando alle fonti anonime del New York Times l'investimento in discussione potrebbe portare il valore di Twitter a più di 10 miliardi di dollari, rispetto la valutazione di 8,4 miliardi di dollari dello scorso anno. Nell'articolo si leggono anche dichiarazioni di Tim Cook che sembrano confermare indirettamente quanto si ipotizza: in una recente conferenza il numero uno successore di Jobs avrebbe affermato che "Apple non deve necessariamente possedere un social network, ma se chiedete se Apple abbia bisogno di essere sociale la risposta è sì".

Sul perché di Twitter c'è poco da discutere: Apple non ha molti amici fra i social media. Il suo rapporto con Facebook è teso dopo che è naufragato l'accordo per l'implementazione delle funzioni di Facebook in Ping. Mark Zuckerberg sembra in particolare in sintonia con Microsoft, che detiene anche una piccola partecipazione capitale nell'azienda di Menlo Park, quindi sembra improbabile un'eventuale alleanza con Apple. Google è fuori dai giochi da quando Jobs aveva indetto la "guerra termonucleare contro Android", quindi non resta che Twitter.

Sull'ammontare dell'investimento non ci sono informazioni né ufficiali né ufficiose: dai dati dell'ultima trimestrale è noto che Apple ha a disposizione una liquidità pari a 117 miliardi di dollari. Di questi 356 milioni sono già stati appaltati per l'acquisizione di Authentec, annunciata la scorsa settimana.

Nel caso di Twitter poi non si tratterebbe di un acquisto in toto ma solo di una partecipazione. Il vantaggio per Cupertino sarebbe quello di iniziare ad avere una visione diretta delle logiche social, oltre ovviamente ad avere voce in capitolo per eventuali decisioni strategiche e alleanze.

Twitter da parte sua non ha bisogno di iniezioni di liquidità, come fatto notare dal Ceo Dick Costolo, quindi bisogna capire quali elementi ha messo sul piatto Apple per aprire il tavolo delle trattative. Come sempre quando c'è Apple di mezzo bisogna attendere conferme, perché le indiscrezioni non sono mai sicure al cento per cento.

Udienza a San Jose: la guerra legale con Samsung (negli Usa) è all'epilogo

Intanto sul fronte brevetti oggi si apre in California, presso il tribunale di San Jose, l'ultima udienza del processo contro Samsung, in cui l'azienda di Cupertino accusa la rivale di aver copiato il design dei suoi Galaxy dall'iPhone.

Stando a quanto riportato dal sito GigaOM, il giudice Koh  avrebbe dato istruzioni alla giuria in vista del dibattimento su come interpretare le immagini raffigurate nei documenti presentati da Apple (nelle ultime ore All Thing D ha pubblicato altre foto dei primi prototipi di iPhone e iPad), dicendo che i disegni "parlano da soli" e che i giurati dovrebbero usare "l'occhio di un osservatore ordinario" per decidere se Samsung abbia copiato o meno.

L’esito della querelle, la cui sentenza definitiva si attende al più tardi entro un mese, ha risvolti non solo meramente economici (Apple ha chiesto alla rivale un risarcimento danni per la violazione dei suoi brevetti di 2,5 miliardi di dollari) ma di sicuro e profondo impatto sul futuro dell’industria mobile.

Il succo del dibattimento che inizia oggi è il seguente: la casa di Cupertino vuole dimostrare, e per questo ha attinto al proprio archivio di foto e immagini dei primi prototipi di iPhone e iPad, che Samsung ha utilizzato tecnologie protette da brevetto per realizzare i suoi dispositivi, e ne chiede pertanto la messa al bando sui canali di vendita.

Per contro, la casa coreana vuole dimostrare al mondo come le sue tecnologie siano componenti essenziali dei “best seller” della Mela, come Apple abbia a sua volta violato i brevetti di altre aziende (leggi Sony) per alcune funzionalità dell’iPhone e come un’eventuale vittoria di quest’ultima rischierebbe di soffocare la concorrenza in questo mercato, con un conseguente negativo impatto sui consumatori. 

Foto di alcuni dei primi prototipi di iPhone (Credit: All Things D)


La giuria, da parte propria, dovrà valutare chi delle due aziende può esibire maggiori diritti legati alla proprietà intellettuale a livello di design e di software. Comunque vada, sarà anche una decisione politica, che influirà sensibilmente sul futuro prossimo delle due compagnie e di quello delle tante aziende interessate dalla guerra dei brevetti in orbita mobile (da Motorola a Google, da Htc a Nokia passando per Sony, Kodak e altre ancora senza dimenticare Microsoft).

L’ultimo atto della sfida legale vedrà non a caso protagonisti diverse figure di spicco di Apple e di Samsung - fra cui i senior vice president di Cupertino Phil Schiller and Scott Forstall - schierati al fianco di esperti in materia di brevetti, inventori, informatici e design industriale. Ed ovviamente una grande quantità di immagini ritraenti i primi esemplari di iPhone e iPad, corrispondenze via e-mail fra executive e sentenze già depositate da altri tribunali (come quelle della corte tedesca che ha stoppato le vendite del Galaxy Tab 7.7 in Europa o quella del giudice inglese che ha confermato come il tablet da 10,1 pollici di Samsung non copi quello di Apple).

Ha collaborato Gianni Rusconi


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