"La scelta più importante da fare per la propria carriera è scegliersi il marito giusto". Lo ha detto Sheril Sandberg, direttore generale di Facebook e una delle donne più potenti della Silicon Valley. È la prima delle sue regole d'oro che si è divertita a snocciolare nel corso di una intervista per spiegare alle altre donne come diventare figure di successo al suo pari.
Sheril Sandberg, Chief Operating Officer di Facebook
La prima massima è proprio quella che abbiamo appena citato, in forza del fatto che il coniuge, a sua detta, ha un ruolo fondamentale nel raggiungimento del successo della moglie, così come avveniva anni fa per le mogli con i mariti. La Sandberg reputa che nella nostra società si verificano problemi nel momento in cui il marito e la moglie sono entrambi personaggi di successo e si innesca una competizione fra le due figure, o quando la donna si sente inferiore al marito. Se il marito è una persona capace di stare dietro le quinte e supportare la moglie le cose vanno bene e lei avrà più facilmente successo.
La sa lunga la Sandberg, che negli ultimi quattro anni si è guadagnata la presenza nella classifica delle 50 donne più potenti d'America pubblicata dalla prestigiosa rivista Fortune. Direttore generale di Facebook dal 2008, Zuckerberg confessa che "senza di lei Facebook sarebbe incompleta". In precedenza la signora Sheril era stata vice presidente delle operation di Google e responsabile del Dipartimento del Tesoro sotto Bill Clinton. David Fischer, vice della Sandberg al Tesoro, ha detto che il maggior pregio del suo ex capo è quello di "aiutare le persone prima che lo chiedano, perché è capace di osservare e di ascoltare".
La seconda massima della signora di Facebook è quella di "portare tutta te stessa al lavoro", perché
"noi siamo quello che siamo, non si può dividere la professionalità dalla propria identità personale". Ecco perché la Sandberg non ha paura di mostrare il suo lato dolce e ammette "ho pianto al lavoro", senza vergognarsene. Questo non significa che non sia determinata: si narra che quando è entrata a lavorare in Google non si è rintanata con il suo capo, ma ha fatto il giro di tutte le scrivanie dei dipendenti per salutarli e presentarsi, ripetendo decine di volte "ciao, sono Sheril Sandberg".
La sua propensione verso il prossimo è ovviamente accentuata verso le donne, con le quali ama intrattenersi anche agli eventi mondani della Silicon Valley, dove si incontrano decine di donne provenienti da tutti i campi, con le quali chiacchierare. Sia nelle conversazioni private sia in quelle di piacere la signora è nota per essere particolarmente diretta: di lei si dice che sia abituata a tirare da parte le persone e dire loro esattamente quello che ci si aspetta da loro, come ha confessato Mike Schroepfer di Google.
E nello spiegare la sua posizione è particolarmente sincera: potete stare certi che dice quello che pensa e non quello che ci si vuole sentir dire, a costo di creare qualche malumore ma ben sapendo che è a fin di bene. Come ogni buon capo, ha però l'abitudine di non precludere le idee altrui, perché "si rischia di finire su un percorso molto limitato".
Insomma, le regole per essere un buon capo a quanto pare sono uguali per uomini e donne e dovrebbero semplicemente seguire il buon senso. Il punto è che la Sandberg fa notizia perché è una donna e un buon capo allo stesso tempo. Se così non fosse sarebbe solo una delle tante.