Il primo magazine per uomini dell'era iPad si chiama "Cosmo For Guys". Il colosso dei media Hearst, già editore di Harper’s Bazaar, Cosmopolitan, Esquire ed ELLE, ha avviato una campagna di viral marketing basata su un videoclip che sta già diventando una hit della Rete. "iPad Head Girl" mostra una ragazza in giro per New York con una sorta di cubo in testa composto quattro iPad. Sugli schermi appaiono le reali fattezze del capo della giovane modella: quindi anteriormente il suo viso, lateralmente le orecchie, etc. Le persone a passeggio sembrano stupite e tentano un'interazione. Alla fine solo un giovane che ha il coraggio di toccare uno degli schermi fa visualizzare la copertina del magazine.
Cosmo for Guys
Il concept è chiaro, così come il target: Cosmo For Guys nasce per far comprendere agli uomini il qualcosa di più delle donne. "Il concept e l'analogia esprimono la possibilità per un ragazzo di accedere alla testa della ragazza e quindi una sorta di lettura della sua mentre sfogliando le pagine del magazine per iPad. La chiave è semplice: è la prima rivista per uomini scritta da donne, quindi per la prima volta le donne lasciano sapere agli uomini cosa pensano", ha spiegato il direttore creativo Michael Krivicka dell'Agenzia Thinkmodo. Fra i contenuti della rivista ovviamente non mancheranno riferimenti al mondo del fashion, hi-tech, viaggi, etc.
Sotto il profilo tecnico bisogna sottolineare che il gadget visto nel video è davvero funzionante. Realizzato da Clockwork Apple, di fatto sfrutta un sistema di telecamere e di occhiali-video. La ragazza può vedere all'esterno e contemporaneamente il suo volto viene proiettato sugli schermi.
Cosmo For Guys si propone a tutto l'ambiente maschile, ma nell'anonimato che è consentito dal sistema di acquisto di iTunes. Anche manager e professionisti potranno continuare a far finta di leggere approfonditi report corporate.
La nota simpatica che potrebbe accompagnare questo lancio potrebbe essere quella di ricordare la campagna della rivista GQ nel 2003, quando per lo sbarco internazionale si tentò di puntare molto sulla connotazione maschile. Ebbene il risultato fu quello di diventare uno dei magazine più graditi in ambiente omosessuale e metrosexual. Ma forse in quel caso gli articoli erano scritti da uomini per uomini, verrebbe da pensare.