Nei laboratori segreti di Google X si sperimentano tecnologie prese direttamente in prestito dalla fantascienza. Indiscrezioni non ufficiali hanno riferito di alcuni studi ispirati direttamente a Star Trek o a Terminator, lasciando intendere che Mountain View sia ben felice di investire una parte sostanziosa dei suoi ricavi nello sviluppo di tecnologie fortemente all'avanguardia.
Ad attirare maggiormente l'attenzione sono sei progetti, alcuni dei quali inediti e altri più o meno noti, che potrebbero prima o poi sbarcare nelle nostre vite. Il primo riguarda un paio di occhiali in grado di trasformare un essere umano in Terminator, oppure in uno dei personaggi di Star Trek.
L'auto che si guida da sola
Si tratta di visori per la realtà aumentata che consentono a chi li indossa di vedere davanti agli occhi indicazioni stradali, contenuti inviati dallo smartphone o film, senza che nessuno se ne accorga. Stando a quanto riferito dal sito 9to5 sembra che Google sia in ritardo con lo sviluppo del prodotto, che sarebbe ancora voluminoso e quindi poco proponibile per motivi estetici. In ogni caso sappiate che Google non è l'unico ad avere in cantiere un progetto del genere: l'azienda israeliana Lumus ha creato proprio qualcosa del genere: guardate qui.
Uno dei progetti più celebri dei laboratori Google X, presentato più volte dall'azienda di Mountain View, è l'automobile che si guida da sola.
Il primo prototipo era stato mostrato nel 2010 e da allora moltissimi
veicoli sperimentali hanno sfrecciato sulle strade di Los Angeles e New
York coprendo mille miglia senza intervento umano e 140mila chilometri
dietro indicazione vocale di un essere umano. Alcuni aspetti non sono
ancora stati perfezionati: al momento le Google mobili non sono ancora
in grado di portarci a destinazione mentre schiacciamo un pisolino, ma
Big Blue ci sta lavorando.
Uno dei prodotti che stanno attirando maggiormente l'attenzione riguarda Majel, un sistema di riconoscimento vocale che dovrebbe portare sui terminali Android le
stesse capacità che Apple ha aggiunto all'iPhone 4S. Google ha
paragonato Siri (il sistema di Apple) a un droide di Guerre Stellari e
ha lasciato intendere di aver una propria soluzione ispirata dai
computer della saga Star Trek. Il progetto potrebbe essere pronto per il
pubblico entro la fine del 2012 e prende il nome direttamente da Majel
Barrett-Roddenberry, la donna che dava la voce al computer in Star Trek:
The Next Generation. Dovrebbe consentire di parlare in modo naturale al
telefono, e usare questa interfaccia per compiere una grande varietà di
azioni.
Il progetto Shweb
Mountain View intende però stupire con effetti speciali e per questo
dovrebbe avere allo studio un progetto che dovrebbe permettere alle
persone di inviare informazioni o oggetti fisici nello spazio senza razzi, usando solo un cavo ancorato a terra. Google
vorrebbe in sostanza allestire una specie di ascensore cosmico in grado
di raccogliere dati sul sistema solare, e che potrebbe venire utile nel
caso in cui dovessimo colonizzare Marte, non vi pare?
Quello che potrebbe davvero cambiarci la vita è invece Shweb, un
progetto in cui Big G ha investito oltre un milione di dollari e che
sfrutta il lavoro svolto dalla ShweebShweeb, un'azienda che ha
sviluppato un sistema di trasporto su rotaie in cui ogni cella può contenere una sola persona, che per arrivare a destinazione deve pedalare
come se fosse a cavallo di un biciletta. Sperimentato a livello urbano,
il sistema secondo Google dovrebbe funzionare come una sorta di
sopraelevata senza impatto ambientale utile per evitare e ridurre il
traffico e l'inquinamento. Il progetto di ShweebShweeb non ha ancora
avuto successo: forse c'è poca gente che ha voglia di pedalare!
L'ultimo dei lavori segreti di Google X è relativo alla robotica, e
preannuncia uno scenario futuristico in cui i robot saranno diffusi ovunque.
Dato che l'intelligenza artificiale necessita di incamerare quanti più
dati possibili, per educare i nostri androidi non avremo bisogno di
mandarli a scuola, ci basterà fare in modo che si colleghino a un
sistema cloud ogni volta che incontreranno qualcosa a loro sconosciuto,
per "apprendere" tutto sull'argomento in men che non si dica.