I numeri del WiFi nel mondo crescono a ritmi vertiginosi: sono 439 milioni le reti domestiche rilevate globalmente a fine 2011, ma nel giro di pochi anni la cifra pare destinata a esplodere, arrivando a 800 milioni di connessioni senza fili nel 2016, passando dall'attuale tasso di penetrazione del 25% al 42 per cento.
A dirlo è Strategy Analytics, società di ricerca e di servizi di
business intelligence che ha osservato la diffusione della connettività
Internet in 17 Paesi del mondo nel suo studio Broadband and Wi-Fi Households Global Forecast 2012.
Studio che evidenza un dato in particolare: come sta accadendo in altri mercati attinenti o meno al mondo della tecnologia, il vento del cambiamento più impetuoso spira da Est, dalla Cina. Su circa 350 milioni di nuove reti WiFi attese da qui al 2016, oltre 110 milioni saranno attivate nel Paese del Dragone.
I grandi numeri non stupiscono quando si parla di Cina, ma in questo caso vale, oltre all'ampiezza dell'audience, il grado di maturazione ancora arretrato del mercato del WiFi domestico: attualmente poco più di una casa su cinque (21,8%) ne risulta provvista.
"L'Asia Pacifica vedrà una forte crescita della banda larga - ha commentato Kantideep Thota, analista di Strategy Analytics e autore del report -, ma in nazioni come Cina, India e altri Paesi emergenti si concentrerà anche la maggior parte delle crescita del WiFi. Da qui a cinque anni, la Cina da sola conterà il 31% delle connessioni WiFi domestiche presenti nel mondo".
La diffusione del WiFi domestico (Fonte: Strategy Analytics Connected Home Devices service, aprile 2012)
Caso limite opposto è quello una realtà più matura come la Corea del Sud, dove già otto case su dieci dispongono di copertura WiFi. Nella classifica, comprensiva di 17 Paesi, alla patria di Samsung segue il Regno Unito, con un tasso di penetrazione del 73%, mentre l'Italia è settima con il 61,8%, una percentuale appena superiore a quella degli Stati Uniti (61%). Fanno peggio della Cina, terzultima nel ranking, soltanto il Brasile (20,4%) e, in netto ritardo, l'India, con un 2,5% di penetrazione.