Un piano di investimenti da 300 milioni di dollari entro i prossimi tre o quattro anni per portare in tempi più rapidi sul mercato una nuova generazione di computer portatili, leggerissimi e ovviamente equipaggiati con i componenti prodotti dalla società californiana: gli “ultrabook”.
Ecco come Intel presentò gli ultrabook lo scorso maggio al Computex di Taipei
Intel torna a parlare dei computer portatili – lo aveva fatto per la prima volta a maggio, in occasione del Computex di Taipei, dove esibì un primo prototipo di ultrabook di Asus – che dovrebbero nelle intenzioni contrastare la popolarità dei tablet e ridurre il rischio che iPad e simili possano seriamente mettere a repentaglio (in parte lo hanno già fatto) il mercato dei classici notebook. E lo fa annunciando un piano finanziato dal suo braccio finanziario Intel Capital.
La strategia della casa di Santa Clara è quindi quella di
incentivare le aziende che realizzeranno i componenti hardware e il software dei nuovi portatili ultrasottili, che avranno uno spessore inferiore al pollice e garantiranno un’autonomia di funzionamento di un’intera giornata senza ricarica.
Gli ultrabook dovrebbero quindi garantire ridottissimi tempi di avvio e i primi modelli dovrebbero sbarcare nei negozi di tutto il mondo entro la fine dell’anno, con prezzi di listino che si annunciano sotto i mille dollari. La speranza del produttore è quella di
poter convertire il 40% delle vendite di portatili consumer in ultrabook entro la fine del 2012. E di dare una spallata alle rivali – Qualcomm, Texas Instruments, Nvidia – che stanno raccogliendo allori fornendo i propri processori per i tablet delle varie Apple, Samsung, Motorola e Research In Motion.