28/11/2011 di Redazione

Kaspersky: il crimine informatico è più specializzato

Secondo l'ultimo rapporto della società di sicurezza, relativo al terzo trimestre del 2011, si è registrata un'evoluzione della criminalità digitale. Sempre più evidente la specializzazione degli attacchi verso aziende e istituzioni. Adobe detiene il prim

immagine.jpg

Anche Kaspersky ha pubblicato la propria analisi per quanto riguarda l'andamento della sicurezza informatica nel terzo trimestre del 2011. L'azienda russa aggiunge così la propria opinione a quella di Trend Micro, che abbiamo visto la settimana scorsa.  

Kaspersky registra un aumento degli attacchi mirati ad aziende e istituzioni, così come aveva fatto Trend Micro, citando però il gruppo Anonymous tra quelli attivi, e tra i bersagli diversi corpi di polizia e aziende legate al settore militare.

L'andamento delle minacce mobile nel 2011

Kaspersky pone l'accento sul caso DigiNotar, società che emetteva certificati digitali è che ha visto propri server violati, e la successiva violazione di molti certificati falsi; questi ultimi sono poi stati usati per colpire diverse grandi aziende come Google, Yahoo!, Tor e Mozilla. Una situazione che ha portato la società a chiudere i battenti.

Confermata anche la rapida crescita di malware per dispositivi mobile, in particolare per Android. In termini assoluti i programmi pericolosi sono ancora pochi, ma alcuni sono già molto evoluti – alcuni sono sviluppati appositamente per accedere ai dati bancari dell'utente. Kaspersky fa inoltre notare che il malware mobile non si diffonde solo tramite applicazioni pericolose – spesso presenti anche nel market place ufficiale, ma anche con strumenti "alternativi" come i codici QR.

Tornando alle minacce più tradizionali, Kaspersky sottolinea un "episodio curioso" che ha visto i criminali prendere di mira il BIOS dei PC con metodi vecchi di dieci anni, ma a ancora efficaci.


Quando alle aziende con il maggior numero di vulnerabilità, Kaspersky sembra smentire Trend Micro. Per la società russa infatti il triste primato è ancora saldamente nelle mani di Adobe, seguita da Oracle, Microsoft e poi Apple. Di Google invece nessuna traccia, almeno nei primi posti. Non è chiaro però se i browser siano stati presi in considerazione da Kaspersky.

ARTICOLI CORRELATI