L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende italiane continua a crescere, ma non abbastanza: parola di Amazon Web Services. L’ultimo report di Aws, "Unlocking Italy’s AI Potential", realizzato in collaborazione con Strand Partners, racconta che il 40% delle imprese italiane (e il 38% considerando solo le piccole e medie) utilizza l’AI in modo più o meno strutturato e integrato, e il dato è in crescita del 33% anno su anno. Parallelamente è cresciuta anche l’adozione del cloud computing, oggi usato dal 70% delle aziende del campione, contro il 67% dello scorso anno.
Sotto queste evidenze positive si annidano, però, fattori di debolezza: investimenti scarsi, un utilizzo limitato a poche attività, difficoltà legate alle normative e alle competenze che scarseggiano. Quasi sei aziende su dieci si concentrano sull’uso di applicazioni AI di base, gratuite e accessibili di Web, mentre solo il 24% ha già integrato l’AI in diverse funzioni e attività (quello della mancata integrazione è evidentemente un problema critico, emerso anche in un nuovissimo studio di Appian) e appena il 13% ha adottato sistemi di intelligenza artificiale personalizzati e avanzati. Quest’ultimo dato è in crescita rispetto all’11% dell’anno scorso, ma ancora lontano dal 22% delle media europea.
Aws rimarca, quindi, l’esigenza di una “accelerazione strutturale” per le aziende italiane nell’adozione dell’AI in forme più organiche e integrate nei processi dell’organizzazione. Da questo studio è anche emersa una scarsa conoscenza dell’Agentic AI: solo il 18% degli intervistati ne ha sentito parlare e appena il 2% delle aziende l'ha implementata.
“Il cloud è il presupposto per una AI scalabile”, ha commentato Giulia Gasparini, country leader di Aws in Italia. “Dove le fondamenta digitali sono più deboli, il salto verso un uso trasformativo diventa più difficile. Dal nostro studio, peraltro, emerge un’ulteriore riflessione: non basta adottare l’AI, ma è fondamentale il modo in cui essa viene utilizzata. Oggi, nonostante la sua diffusione, solo una minoranza di imprese la sfrutta completamente, limitando così il proprio potenziale di crescita e competitività”.
Gli ostacoli da superare
Uno dei fattori di ostacolo all’adozione dell’AI in Italia sono le normative: le aziende che operano su più mercati devono districarsi tra regolamenti e processi di conformità complessi, che impattano sui tempi e sui costi dei progetti di intelligenza artificiale. Più di un terzo (34%) della spesa tecnologica delle aziende italiane è destinato alla compliance, quota in crescita (dal 30% dell’anno scorso) ma comunque inferiore alla media europea (42%).
Un altro e ben noto problema è la carenza di competenze, sia quelle di alfabetizzazione informatica sia quelle specialistiche sull’AI. Il 48% degli intervistati italiani ha citato la mancanza di competenze interne come un freno all’espansione dell’AI, mentre per il 43% in azienda ci sono capacità digitali insufficienti. Solo il 18% pensa che la propria azienda abbia al suo interno delle competenze solide in AI.
C’è poi un problema di investimenti. Il 40% delle aziende italiane del campione non ha un budget dedicato all’AI e un 26% di intervistati riconosce la carenza di risorse finanziarie come un ostacolo all’adozione su larga scala. Lo scenario è in fieri: l’86% prevede che l’AI rappresenterà una quota crescente della spesa IT nei prossimi anni.
Benché naturalmente propense all’innovazione e all’uso di soluzioni AI all’avanguardia, anche le startup si scontrano con difficoltà che le rendono poco competitive. Il 34% dei titolari di startup sta considerando di trasferire la sede al di fuori dell’Europa per accelerare il proprio sviluppo e in particolare per accedere a maggiori finanziamenti (52%), per meglio espandersi a livello internazionale (48%) e per accedere a incubatori, acceleratori e partnership (40%).
Giulia Gasparini, country leader di Aws Italia
Gli effetti dell’adozione dell’AI
Tra le aziende utenti di AI, quelle che lanciano nuovi prodotti o servizi basati sull'intelligenza artificiale sono il 34%, quota in discesa dal 40% del 2025. Guardando al bicchiere mezzo pieno, va detto che comunque la maggior parte delle aziende sta ottenendo buoni risultati con l’AI, sebbene questa tecnologia sia ancora sottoutilizzata.
Per il 66% degli intervistati, l’adozione degli strumenti di AI ha portato aumenti di produttività. Inoltre nel 72% delle imprese utenti di intelligenza artificiale c’è stata negli ultimi due anni un’accelerazione dei tempi di innovazione, percentuale che sale all’88% tra le startup. Il 62% degli intervistati considera l’adozione dell’AI una “massima o alta priorità” e per il 58% questa tecnologia ha un ruolo importante o critico all’interno della strategia aziendale.
“L'intelligenza artificiale non è più una promessa: è la leva che sta ridefinendo il futuro delle imprese italiane”, ha osservato Gasparini. “Ma il potenziale è ancora largamente inespresso, e il momento di agire è adesso. In Aws crediamo che ogni azienda, dalla startup all'enterprise, meriti gli strumenti per trasformare l'ambizione in innovazione concreta. Investire in AI oggi significa costruire non solo imprese più competitive, ma un Paese più forte”.
In occasione del summit appena svoltosi a Milano, Amazon Web Services ha raccontato alcuni progetti di clienti italiani, imprese private e pubbliche. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa) della Sardegna sta modernizzando la gestione delle informazioni ambientali con un data lake basato su Aws che elabora milioni di dati in tempo reale e permette il monitoraggio della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. La società informatica Vection Technologies usa l’AI per migliorare la comunicazione con le persone sorde e ipoudenti: le soluzioni Aws utilizzate sono Lambda, Step Functions, SageMaker, Bedrock e Textract.
Nell’ambito dei trasporti, un caso di successo è quello di Aeroporti di Roma, che con Amazon Web Services e Storm Reply ha realizzato un assistente digitale per i passeggeri e una piattaforma IoT per la manutenzione degli scali. Latitudo40, azienda napoletana di servizi satellitari, utilizza l’AI per trasformare il suo grande patrimonio di dati in informazioni utili per città e imprese, mentre Satispay con l’intelligenza artificiale di Aws ha reso sicuri e scalabili milioni di pagamenti digitali.