26/10/2011 di Redazione

La nuova scommessa di Hp nei server? I chip Arm

La casa di Palo Alto, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, avrebbe intenzione di portare sul mercato sistemi di fascia bassa basati su processori a tecnologia Arm. Per Intel, che del mercato delle Cpu per server è dominatrice assoluta, un nuovo r

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Hewlett-Packard sta pianificando la prossima introduzione a catalogo di server basati su architettura di processore Arm: l’indiscrezione, per certi versi clamorosa, arriva da Bloomberg, che cita in proposito due persone informate dei fatti. La casa di Palo Alto sarebbe al lavoro sui chip della società inglese con Calxeda, un’azienda texana partecipata dalla stessa Arm, che al pari dei due colossi ha declinato qualsiasi commento in merito.

Hp Proliant G6


Se davvero Hp avesse intenzione di portare sul mercato macchine a basso costo con a bordo chip a tecnologia Arm ecco profilarsi all’orizzonte per Intel, che di questo segmento di mercato è dominatrice assoluta con una market share nell’ordine del 90%, un nuovo rivale che si affiancherebbe ad Amd.

Arm, del resto, non ha certo nascosto – dopo aver imboccato la strada dei pc rendendo compatibile la propria architettura con Windows 8 - di voler recitare un ruolo importante anche nei processori per server, un mercato che vale su scala mondiale (stando agli ultimi dati di Idc) circa nove miliardi di dollari. Puntando, come ha avuto modo di dire il Vice President Michael Inglis non più tardi di settimana scorsa, sul fattore “power management”, e cioè su avanzate capacità in termini di efficienza energetica.

Dallo stesso manager sono arrivate inoltre altre indicazioni sul possibile posizionamento dei chip Arm in area server, e nel dettaglio il primo obiettivo sarebbero le macchine aziendali adibite al supporto degli accessi basic al Web.

La mossa di Hp avrebbe in definitiva una doppia chiave di lettura. Da una parte darebbe sostanza alla sfida che Arm è pronta a lanciare a Intel (che ha nella casa di Palo Alto uno dei suoi principali clienti, pesando per il 19% dei suoi ricavi complessivi secondo le stime di Bloomberg) nei server, dall’altra sancirebbe la volontà della società inglese di voler guardare oltre gli smartphone e i tablet. Mercati dove questa tecnologia recita da protagonista assoluta grazie ai chip delle varie Qualcomm, Texas Instruments e Nvidia e dove Intel vuole trovare un posto al sole.

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