24/03/2026 di redazione

L’AI avrà un “impatto sistemico” nel settore assicurativo in Italia

Per la Italian Insurtech Association, gli investimenti in intelligenza artificiale nel 2028 rappresenteranno un quarto della spesa in innovazione delle compagnie assicurative.

L’intelligenza artificiale rivestirà un ruolo sempre più centrale nel settore assicurativo, anche in Italia. Anzi, avrà un “impatto sistemico”. A dirlo sono i nuovi dati della Italian Insurtech Association, basati su un  monitoraggio strutturato degli investimenti fatti dalle principali compagnie assicurative presenti nel nostro Paese (e rappresentative di circa l’80% della raccolta premi complessiva). La crescita degli investimenti in AI nel settore è rapida: se nel 2024 rappresentavano il 5% del totale della spesa in innovazione, nel 2025 sono arrivati al 10% e quest’anno peseranno in misura del 15%, per salire poi al 25% nel 2028 (500 milioni di euro sui circa due miliardi previsti).

Il dato quantitativo racconta solo una parte del fenomeno. Come sottolineato dalla  Italian Insurtech Association, l’AI non è più considerata come una tecnologia di supporto, ma sta diventando il principale fattore di accelerazione della digitalizzazione dell’intera filiera assicurativa. Fino al 2024 l’AI è stata usata prevalentemente in iniziative circoscritte, come l’ottimizzazione dei processi operativi e la gestione dei dati; ora, invece, sta entrando nei processi core delle società assicurativa, sia per automatizzare attività di routine sia per abilitare nuovi modelli decisionali e di servizio.

Un caso concreto riguarda l’underwriting, dove gli algoritmi di AI possono analizzare grandi volumi di dati e calibrare i premi in base ai comportamenti reali dell’assicurato, secondo modelli di pricing dinamico e personalizzato (per esempio su parametri di guida e stili di vita). Nell’ambito della prevenzione e gestione delle frodi, invece, l’AI viene ormai usata da molte compagnie per identificare automaticamente anomalie e schemi sospetti nelle richieste di risarcimento, dunque per velocizzare la scoperta di frodi e ridurre le perdite.

Al momento, tuttavia, solo circa il 25% delle compagnie assicurative, il 10% degli intermediari e il 30% dei service provider sta già utilizzando l’AI con lungimiranza, avendo una strategia definita, competenze dedicate e una roadmap triennale: è la categoria degli “AI Leader”. Gli “AI follower”, invece, al momento sono impegnati nello sviluppo di competenze e strategie strutturate, mentre gli  “AI late movers” sono  ancora in fase esplorativa o di prima adozione.

“I 500 milioni di euro previsti per il 2028 rappresentano un passaggio importante, ma il vero dato strategico è un altro: l’intelligenza artificiale sta spingendo l’intera industria assicurativa a investire nel digitale”, ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di Italian Insurtech Association. “Per utilizzare l’AI è necessario disporre di dati strutturati, processi digitalizzati e interfacce evolute, e questo sta generando un effetto moltiplicatore sugli investimenti in insurtech. A differenza di altri settori, nel mondo assicurativo l’intelligenza artificiale, grazie alla sua scalabilità ed economicità, non riduce la marginalità né comprime i margini, ma amplia il perimetro di business e accelera la crescita del mercato. Nei prossimi tre anni sarà fondamentale adottare approcci diversi a seconda del livello di maturità: chi è già leader dovrà rafforzare governance e gestione, chi è in fase di sviluppo dovrà costruire competenze e roadmap, mentre chi è in ritardo dovrà investire prioritariamente in formazione e digitalizzazione di base.”  

Nel frattempo, già oggi oltre il 55% dei clienti titolari di polizze si dichiara disponibile a interagire con agenti digitali basati su intelligenza artificiale. L’occasione da cogliere è ricca: secondo le previsioni della Italian Insurtech Association, il mercato assicurativo globale è destinato a crescere notevolmente, ovvero tra il 2026 e il 2030 il valore dei premi a livello mondiale dovrebbe aumentare da settemila a circa diecimila miliardi di dollari.  In tutto questo, l’AI non soltanto smuoverà investimenti per mezzo miliardo di euro nel solo mercato assicurativo italiano (nella stima per il 2028) ma avrà un impatto sistemico sui processi del settore e sulla generazione di valore.

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