17/07/2026 di Giancarlo Calzetta

Macchinari industriali italiani: la nuova sfida del software

Lo studio NSBProject per Federmacchine evidenzia come AI embedded, Digital Twin e servitizzazione cambieranno il settore dei macchinari industriali. Le imprese italiane hanno 18-24 mesi per consolidare il vantaggio competitivo.

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L'industria italiana dei macchinari continua a rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy. Con 52 miliardi di euro di fatturato, il 67% della produzione destinata all'export e un surplus commerciale di 26,3 miliardi di euro, il comparto è il secondo esportatore europeo dopo la Germania. Tuttavia, secondo un nuovo studio di NSBProject realizzato per Federmacchine, la competizione internazionale sta entrando in una fase completamente nuova, nella quale la qualità meccanica da sola non sarà più sufficiente.

Nei prossimi anni, infatti, il vantaggio competitivo si sposterà progressivamente verso software, Intelligenza Artificiale, Digital Twin e servizi digitali, trasformando il macchinario in una piattaforma intelligente capace di generare valore lungo tutto il proprio ciclo di vita.

Il vero prodotto diventa il software

Il report "Futuri Industriali – Tecnologie che ridisegnano l'industria dei macchinari" nasce da un'analisi di oltre 1.090 brevetti, 526 pubblicazioni scientifiche, circa 3.940 progetti europei, un panel composto da 118 aziende italiane e internazionali e contiene tutti gli indizi che anticipano (purtroppo di poco) un trend destinato a rivoluzionare il mercato: il valore economico del settore si sta progressivamente spostando dalla macchina ai servizi digitali che la accompagnano.

Del resto, una delle frasi più famose di Bill Gates è stata “the magix is in the software” (la magia sta nel software) e con il continuo avanzare dell’elettronica di alto livello in ogni settore, la validità di questa massima si diffonde a macchia d’olio. L'eccellenza meccanica resta sicuramente un grandissimo valore, ma se non è accompagnata da uno sviluppo adeguato di software e servizi come la gestione dei dati, gli aggiornamenti remoti, la manutenzione predittiva e la capacità di integrare funzionalità di Intelligenza Artificiale direttamente all'interno delle macchine, anche chi ha hardware meno performante inizierà a rosicchiare quote di mercato, sempre più velocemente. Fabrizio Riccomi, CEO di NSBProject, ribadisce, infatti, che il rischio non è quello di costruire macchinari meno performanti, ma di lasciare ai grandi operatori internazionali il controllo delle piattaforme digitali attraverso cui passa la relazione continua con il cliente.

Una finestra di opportunità che si chiude rapidamente

Lo studio individua, poi, una finestra temporale molto precisa che sembra un monito. Le imprese italiane hanno solo 18-24 mesi per consolidare competenze proprietarie nei settori dell'Embedded AI e dei Digital Twin, prima che il mercato si consolidi attorno a poche piattaforme software dominanti. Il cambiamento è alimentato da due fenomeni simultanei. Da una parte aumenta la pressione competitiva dei produttori asiatici, sempre più presenti anche nelle fasce tecnologicamente più evolute del mercato. Dall'altra, il modello di business evolve dalla semplice vendita del macchinario verso la fornitura di servizi continuativi basati su dati, software e manutenzione evoluta.

Secondo NSBProject, sono cinque le direttrici tecnologiche destinate a guidare l'evoluzione del comparto nei prossimi anni. L'AI applicata all'ottimizzazione dei processi rappresenta il trend più dinamico, con una crescita della ricerca pari a circa il 41%. Seguono gli Embedded AI Systems, in aumento del 32%, destinati a trasformare il software di bordo in uno degli elementi distintivi del prodotto. Accanto a questi si affermano la Physical AI, le AI-enabled Machinery, i Digital Twin come base della servitizzazione industriale e le tecnologie dedicate all'efficienza energetica e agli obiettivi ESG, sempre più influenzate dall'evoluzione normativa europea.

Il confronto internazionale: oggi nessun gap, domani potrebbe cambiare tutto

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il confronto con i principali concorrenti internazionali. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le aziende italiane non presentano oggi uno svantaggio economico. Il panel analizzato registra infatti un EBITDA medio del 12,2%, esattamente lo stesso valore rilevato nel campione internazionale composto prevalentemente da aziende tedesche e svizzere. Anche alcune eccellenze italiane mostrano performance di assoluto rilievo, come Comelz (35,8%), Hydronit (25,8%) e Marchesini Group (23,2%), grazie a una forte specializzazione tecnologica, competenze applicative e presenza internazionale. La differenza emerge però osservando il modello di business. Player globali come Fanuc, TRUMPF, Kuka e SIG Group affiancano infatti all'eccellenza manifatturiera piattaforme software proprietarie, servizi digitali e reti globali di assistenza che permettono di generare ricavi ricorrenti e consolidare la relazione con il cliente anche dopo la vendita.

Secondo NSBProject, il principale elemento di vulnerabilità dell'industria italiana non riguarda la capacità di progettare macchine innovative, ma l'assenza di piattaforme digitali proprietarie. Nei prossimi anni il valore si concentrerà sempre più nella gestione del ciclo di vita del macchinario: aggiornamenti software, manutenzione predittiva, Digital Twin, raccolta dati e algoritmi di Intelligenza Artificiale diventeranno gli strumenti attraverso cui fidelizzare il cliente e generare nuovi ricavi. Chi controllerà questo livello software controllerà anche la relazione con l'utilizzatore finale. Per questo motivo il report sottolinea la necessità di investire non soltanto nello sviluppo tecnologico delle macchine, ma anche nella costruzione di proprietà intellettuale in ambiti quali AI, manutenzione predittiva e piattaforme digitali.

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