27/08/2026 di Valentina Bernocco

Nuovo colpaccio di Nvidia: 12,9 miliardi di dollari per Hugging Face?

Secondo indiscrezioni, la società sinonimo di Gpu per l’intelligenza artificiale acquisirà il grande repository di modelli e strumenti open-source.

La strategia di Nvidia dimostra che l’open-source è parte integrante della corsa per l’intelligenza artificiale: secondo nuove indiscrezioni, la società di Jensen Huang potrebbe acquisire Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari. L'accordo tra le due parti sarebbe già stato firmato. Il condizionale è d’obbligo, mancando ancora una conferma ufficiale, ma i rumors provengono da una fonte affidabile come il sito di The Information, che ha citato l’usuale “persona informata sui fatti”.

Sarebbe per Nvidia la maggiore acquisizione mai realizzata finora e una mossa che la collocherebbe ancor più saldamente nel mercato degli strumenti software per lo sviluppo, la distribuzione e il consumo di intelligenza artificiale. D’altro canto, 12,9 miliardi di dollari sono una cifra fattibile per un colosso che ha superato i 5mila miliardi di dollari di valutazione di mercato e che macina oltre 96 miliardi di dollari di ricavi a trimestre

Attualmente i prodotti per data center fanno la parte del leone, coprendo il 92% del giro d’affari. L’azienda sta però lavorando e investendo (con un piano da 26 miliardi di dollari già annunciato) per sviluppare un’offerta di modelli AI open-source: e in questa strategia Hugging Face rappresenta per Nvidia l’incastro perfetto. Una strategia in qualche modo speculare a quella di OpenAI, Anthropic, Google e Amazon, i principali sviluppatori statunitensi di LLM, i quali stanno lavorando alla costruzione di chip proprietari, che possano rappresentare (se non oggi, magari in futuro) un’alternativa alle Gpu di Nvidia.

L’indiscrezione di The Information è verosimile anche perché Nvidia è uno tra i principali investitori di Hugging Face, avendo contribuito insieme a Salesforce e Google al round di finanziamento da 235 milioni di dollari del 2023. Chiaramente la società di Jensen Huang vede nell'oggetto della compravendita un potenziale molto superiore a quello espresso dai numeri attuali: l’attuale valutazione di Hugging Face è di circa 4,5 miliardi di dollari, ben lontana dai 12,9 miliardi della ancora ipotetica acquisizione.

Forse, verrebbe da commentare, per Nvidia il colpaccio da realizzare non è soltanto portarsi in casa Hugging Face ma anche sottrarla alla concorrenza, e per una mossa del genere non si bada a spese. D’altro canto per i prodotti infrastrutturali necessari per l’AI, come le Gpu, siamo ancora in tempi di vacche grasse, e le Big Tech ne stanno approfittando per equipaggiarsi al meglio per la competizione futura.

Un hackeraggio che ha fatto discutere

Nata nel 2016, Hugging Face è soprattutto nota per il suo “hub”, che è allo stesso tempo un punto di incontro per sviluppatori e ricercatori e un repository di modelli, dataset e applicazioni per il machine learning in tutte le sue sfumature. Di questa piattaforma si è anche parlato recentemente per via dell’hackeraggio realizzato durante un test di sicurezza da un modello di intelligenza artificiale di OpenAI, un fattaccio su cui l’azienda di Sam Altman è tornata ora con maggiori dettagli e con l’ennesima dichiarazione di buoni propositi.

“Consideriamo l’incidente come un campanello d’allarme per noi e per il mondo”, ha scritto OpenAI in un blogpost. “La dimostrazione che, senza adeguate misure di protezione, gli agenti AI di elevate capacità ora possono aggirare i controlli tecnici, collaborare su canali non approvati e compiere azioni pericolose non dirette da alcun essere umano”.

Come già evidenziato in precedenza, il modello di OpenAI ha agito per risolvere il task assegnatogli, trovando nell’Hub di Hugging Face una risorsa da utilizzare. Si è trattato di un'operazione in più fasi, condotta da diversi agenti AI che hanno collaborato tra loro. In una delle fasi, un agente AI ha ricostruito, validato e condiviso 14 credenziali di Hugging Face pubblicamente esposte con accesso in scrittura. In un passaggio successivo, per sottrarre credenziali è stata sfruttata una vulnerabilità zero-day riguardante gestione dei file HDF5 da parte di Hugging Face.

 

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