In una recente riunione della direzione del gruppo di sviluppatori della piattaforma open source OpenSolaris, già di Sun Microsystems e ora di Oracle, un coro di lamenti per il silenzio sulle prospettive future del loro sistema operativo aperto
Quando mesi fa fu sancito il passaggio di ciò che era Sun Microsystems sotto le nuove insegne di Oracle, furono molti i lamenti di coloro che temevano che il database popolarissimo nell'ambiente open source, ossia MySQL, potesse fare una brutta fine poiché Larry Ellison è sicuro alfiere del software proprietario e venduto per una remunerazione.
La stessa Unione Europea, con la sua Commissione, chiese chiarimenti e ottenne da Oracle precise rassicurazioni che MySQL avrebbe continuato ad essere sostenuto e distribuito con la consueta licenza GNU GPL, General Public License. E con questo viatico la comunità open source tirò un grosso sospiro di sollievo.
Non altrettanto hanno potuto fare la comunità di sviluppatori che aveva creduto nel progetto OpenSolaris: un sistema operativo aperto sviluppato a partire dalla matrice proprietaria Solaris dalla quale ereditare la solidità ed efficienza in contrapposizione alle soluzioni coalizzate intorno a Linux.
Ai tempi di Sun la comunità OpenSolaris era sponsorizzata e favorita da quel management. Dopo l'avvento di Oracle, però, tutto è caduto nel silenzio. Il Board di OpenSolaris ha rumoreggiato per avere risposte.
L'unica che ha avuto è una sorta di avviso da parte di ex-dipendenti Sun che hanno sottolineato che gli strepiti potrebbero nuocere alla causa OpenSolaris anziché favorire una ragionevole uscita dalle secche.