06/03/2012 di Redazione

Schmidt vs Merkel al Cebit, fra Web libero e privacy

L'ex Ceo di Google ha tenuto un discorso alla cerimonia di apertura della kermesse di Hannover in cui ha enfatizzato come la Rete possa essere uno strumento per combattere la censura e l'oppressione. Non ha toccato però l'argomento privacy, di cui ha inve

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Eric Schmidt ha tenuto un lungo discorso durante la cerimonia di apertura al Cebit in cui ha dipinto un quadro molto ampio del nostro futuro tecnologico, in cui avremo la telepresenza olografica, le automobili che si guideranno da sole, la traduzione automatica e l'ampia diffusione dell'accesso a Internet a 1 Gbps su fibra ottica.

Eric Schmidt nel suo intervento al Cebit

Riguardo all'attività centrale della sua azienda ha spiegato che Internet abbatterà le barriere nazionali, perché "cambierà tutto per i cittadini, per gli Stati e la società", una prospettiva che per il numero uno di Mountain View "È una cosa meravigliosa".

Il segreto di Internet è che "è più che una rete di macchine, è una rete di menti che sta evolvendo in una coscienza globale. Il Web ci unisce tutti nel sentimento e dell'azione", per questo motivo secondo Schmidt la missione del World Wide Web è quella di "organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili", per questo il motore di ricerca di Google vive di cross-link fra le pagine web e ha un vantaggio competitivo sugli avversari che non hanno le stesse funzioni su scala globale e servizi di traduzione nativi della piattaforma.

Il discorso di Schmidt avrà fatto venire acidità di stomaco ai governanti autoritari che pensano ancora di risolvere tutto con la censura e l'informazione controllata, contro cui Schmidt ha puntato il dito. Proseguendo con la sua disamina sulla Rete 2.0 ha infatti spiegato che "la tecnologia non produce miracoli, ma la connettività - anche in quantità modeste - cambia la vita", per questo la "propaganda sarà più difficile da vendere al pubblico." L'esempio per far capire cosa intendesse è calzante: "lo scorso anno i cittadini cinesi hanno messo in ridicolo il Governo cinese quando ha cercato di tenere nascosta la notizia del grave indicente sulla linea ferroviaria dell'alta velocità."

Il messaggio di pace di Schmidt si trasforma in una minaccia quando avverte: "in tempi di guerra o di sofferenza sarà impossibile ignorare le immagini [di quello che succede] e sarà molto più facile per le comunità mobilitarsi contro i regimi autocratici". In realtà non siamo in un futuro così lontano, basti pensare a cos'è successo durante la primavera araba.

Ecco quindi il presagio: "quaranta paesi oggi esercitano la censura online, molti più dei quattro di dieci anni fa. Penso che aumenteranno, ma non faranno fallire Internet e la tecnologia, che li trapasseranno come l'acqua". Secondo Schmidt questa libera circolazione delle informazioni passa prima di tutto per i telefoni cellulari, che "non hanno bisogno di parlare con un hub centrale. Possono parlare gli uni agli altri" bypassando i meccanismi di governo per controllare le informazioni.

Il numero uno Google si è guardato bene dal toccare l'argomento privacy: la scorsa settimana la sua azienda ha introdotto una nuova politica di privacy nonostante le richieste provenienti da autorità europee per la protezione dei dati e potrebbe presto essere avviata un'indagine sulle pratiche societarie.

La Merkel ha attaccato Google sulla privacy

Non è mancata qualche frecciata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha parlato dei "servizi di cloud computing come quelli offerti da Google" affermando che "non sono privi di pericoli, anzi, quanto più li diamo per scontati, come l'elettricità da una presa a muro, quanto più è importante che si possa fare affidamento su di loro".

L'idea della cancelliera è chiara: quando le persone memorizzano i loro dati personali nel cloud "bisogna fare in modo che i dati non vengono usati da altre persone." Insomma, Google è avvisata: va bene la libertà, ma senza sicurezza non si va da nessuna parte, e c'è da scommetterci che l'antitrust stava origliando.


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