Cloud o non cloud, se c’è una certezza nel comparto dei server è quella che vede Hewlett Packard confermarsi il produttore leader di questo mercato. Almeno a livello di regione Emea, dove la casa californiana, nel campo delle macchine a tecnologia x86, ha messo tutti alle spalle in fatto di unità vendute per il sessantesimo trimestre consecutivo. In generale, i dati sono di Idc, alla fine di marzo Hp vantava una quota nei server superiore al 50% in volumi e del 41% in valore, con una punta del 51,6% nell’ambito dei sistemi x86.
Hp Proliant G6
In Italia, invece, e la fotografia è stata invece scatta da Sirmi, il comparto viaggia nel suo complesso con il freno a mano tirato -
la crescita in unità è dello 0,4%, per un giro d’affari, in discesa dello 0,9%, di 148,2 milioni di euro - e non offre particolari segnali di inversione di tendenza per i mesi a venire. Se con il cloud, come alcuni studi hanno rilevato, si venderanno più server, è tutt’altro che scontato che questa positiva ricaduta interessi il Belpaese.
Le
macchine a processore Intel e Amd hanno comunque tenuto botta (37.370 le unità vendute) segnando alla fine del primo trimestre una crescita dello 0,9% anno su anno, per un fatturato complessivo, in salita del 3,6%, di 98,3 milioni di euro. Per contro è in rosso il bilancio dei server basati su altre piattaforme, scesi a 1.553 unità: il calo anno su anno è del 9,2% in volumi e dell’8,8% in valore (49,9 milioni di euro il consolidato del periodo).
Peggio hanno fatto i mainframe, il cui venduto è sceso rispetto al 2010 dell’11,9% a 18,5 milioni di euro. Per l’intero 2011 la previsione di Sirmi non è delle migliori:
il giro d’affari del settore server calerà nell’ordine del 4% a 695 milioni di euro.