08/01/2026 di redazione

ServiceNow si allarga alla sicurezza cyber-fisica con Armis

Annunciata un’acquisizione da 7,75 miliardi di dollari, che permetterà a ServiceNow di triplicare il mercato totale indirizzabile.

ServiceNow rompe il ghiaccio con la prima grande acquisizione di cybersicurezza del nuovo anno, al momento solo annunciata: si tratta di Armis, società israelo-statunitense fondata nel 2018 e sinonimo di Cyber Exposure Management, ovvero la gestione degli asset e delle vulnerabilità dei sistemi informatici. La sua tecnologia mappa e gestisce tutti i sistemi potenzialmente attaccabili, coprendo l’IT classico, l’Internet of Things e l’Operational Technology (OT), e per questo motivo Armis è spesso indicata come uno specialista della sicurezza cyber-fisica, che si rivolge a una clientela ampia di imprese, industrie, infrastrutture critiche e aziende sanitarie. 

In base all’accordo siglato, ServiceNow pagherà 7,75 miliardi di dollari: una cifra ben superiore ai 6,1 miliardi di dollari della valutazione di mercato recentemente ottenuta Armis in seguito all’ultimo round di finanziamento. L’acquisizione dovrebbe concretizzarsi nella seconda metà dell’anno, una volta completate le procedure di approvazione e soddisfatte le condizioni di chiusura. Il personale di Armis si unirà alla squadra di ServiceNow.

L’investimento permetterà a ServiceNow di triplicare il proprio mercato totale indirizzabile, considerando la variegata clientela e i casi d’uso coperti dalla tecnologia di Armis. In particolare, verrà ampliata la componente di sicurezza e gestione degli asset, che già oggi affianca la parte di automazione e IT Service Management di ServiceNow. Stando alle dichiarazioni, l’acquisizione permetterà di “accelerare la roadmap di ServiceNow verso una cybersicurezza proattiva e autonoma”.

L’obiettivo finale è creare una piattaforma unica per la visibilità e la gestione degli asset, con funzioni di discovery in tempo reale, threat intelligence, prioritizzazione del rischio e risposta automatizzata. D’altro canto non si parte da zero, perché le due piattaforme già prevedono una serie di integrazioni per collegare i rispettivi dati e insight.

“ServiceNow sta costruendo la piattaforma di sicurezza del futuro”, ha dichiarato il Ceo dell’azienda, Amit Zavery. “Nell’era dell’AI agentica, una fiducia e una governance intelligenti che abbraccino qualsiasi cloud, asset, sistema di AI e dispositivo sono imprescindibili se le aziende vogliono scalare l’AI nel lungo periodo. Insieme ad Armis, proporremo uno scudo strategico di cybersicurezza che definirà il settore, garantendo una protezione proattiva end-to-end e in tempo reale in tutti gli ecosistemi tecnologici. Oggi il rischio cyber non resta confinato nettamente in un solo compartimento, e nemmeno noi lo faremo, con la sicurezza costruita dentro alla ServiceNow AI Platform”.

“L’AI sta trasformando il panorama delle minacce con rapidità superiore alla capacità di adattamento della maggior parte delle organizzazioni”, ha commentato Yevgeny Dibrov, cofondatore e Ceo di Armis. “Ogni asset connesso è diventato un potenziale punto di vulnerabilità. Abbiamo creato Armis per proteggere gli ambienti più critici e fornire alle organizzazioni del settore pubblico e privato l’intelligence in tempo reale di cui hanno bisogno per restare un passo avanti: così possono avere una visione chiara dell’intero ambiente, comprendere il rischio nel suo contesto e intervenire prima che si verifichi un incidente. Insieme a ServiceNow, i clienti avranno a disposizione un nuovo e potente modo per ridurre l’esposizione e rafforzare la sicurezza su larga scala”.

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