11/04/2011 di Redazione

Steve Jobs in libreria, Wozniak a Cupertino?

Dalla casa editrice Simon & Schuster, di proprietà del gruppo CBS Interactive, arriva ufficiale conferma che nel 2012 uscirà la prima biografia autorizzata del numero uno della Mela. E intanto uno dei tre co-founder di Cupertino apre alla possibilità di u

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“iSteve: The Book of Jobs”: è questo il titolo della prima biografia ufficiale – nel senso dal lui autorizzata e con lui nelle vesti di fattivo interlocuotre - dedicata al capo carismatico di Apple che arriverà nelle librerie all’inizio del prossimo anno. A darne l’annuncio ufficiale è stata sui siti Usa a cavallo del week end la casa editrice Simon & Schuster, di proprietà del gruppo CBS Interactive.

Uscirà nel 2012 la prima biografia autorizzata di Steve Jobs


Il piatto forte del libro a firma di Walter Isaacson, già biografo di Albert Einstein e Benjamin Franklin, saranno tre anni di interviste effettuate con Jobs e i suoi familiari e da colloqui intercorsi con diverse figure della società della Mela e di società concorrenti. La data di uscita non è ancora nota ma dalla casa editrice si dicono sicuri che i contenuti dell’opera saranno assai più interessanti di quelli che hanno ispirato la prima pubblicazione (non autorizzata) celebrativa del numero uno di Cupertino, e cioè “iCon: Steve Jobs, The Greatest Second Act in the History of Business”, testo redatto da Jeffrey Young e uscito nel 2005 per l’editore John Wiley & Sons.

Per Jobs che va in libreria, c’è il suo antico braccio destro (nonché co-founder della casa californiana ) che invece sta accarezzando l’idea di tornare a lavorare per Apple. In un’intervista concessa giorni fa alla Reuters, Steve Wozniak si dice infatti pronto a tornare dalle parti di Cupertino, sempre che l’azienda (che lo ha tutt’ora a libro paga) gli dimostrasse interesse in tal senso.

Wozniak, attualmente impegnato nel ruolo di Chief scientist alla start up Fusion-io (attiva nel campo dello storage) ha da una parte elogiato i prodotti sfornati da Apple in questi anni ma non si è lasciato mancare un piccato messaggio: “credo che Apple dovrebbe essere più aperta e non perdere vendite”.

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