02/08/2012 di Redazione

Telecom: il semestre positivo salva i dividendi

La società chiude la prima metà dell’anno con un utile netto di 1,245 miliardi di euro e ricavi in salita del 3,1%, tagliando di 800 milioni di euro l’indebitamento finanziario. Buone notizie per gli azionisti, grazie alle attività consumer nel mercato do

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Sospiro di sollievo per Telecom Italia, dopo l’annuncio dei soddisfacenti risultati di bilancio del primo semestre del 2012, per lo più costellati di segni positivi: la società ha chiuso la prima metà dell’anno con utile netto di 1,245 miliardi di euro, segnando una bella risalita rispetto alla perdita di 2 miliardi dello stesso periodo del 2011, che scontava la svalutazione dell'avviamento core domestic. Escludendo la svalutazione, la crescita è del 9,2%, mentre i ricavi salgono del 3,1% in termini organici, fino a quota 14,793 miliardi.

I ricavi di Telecom Italia


Ebitda ed Ebit si attestano, rispettivamente, a 5.859 milioni di euro (-1% in termini organici rispetto ai primi sei mesi del 2011) e a 3.205 milioni di euro (+2,4%), mentre spicca tra le buone notizie il significativo calo dell'indebitamento finanziario netto, attualmente di 30,4 miliardi di euro, in diminuzione di 800 milioni sul giugno 2011 e di 54 milioni sulla fine dell’anno scorso. Il tutto dopo il pagamento di oltre 1 miliardo di dividendi.

“La Società torna a registrare nel primo semestre 2012 un solido utile – ha commentato il presidente Franco Bernabè – nonostante l'aggravarsi della situazione economica in Italia e il rallentamento dell'economia anche nei Paesi latinoamericani”.

“Ancora più importante – ha proseguito il presidente – il risultato relativo all'indebitamento, che diminuisce di 800 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno e si attesta a 30,4 miliardi di euro al 30 giugno 2012 dopo il pagamento di dividendi per oltre 1 miliardo di euro. Inoltre, in un contesto caratterizzato da una estrema difficoltà nell'accesso al credito per la maggior parte delle imprese italiane, Telecom Italia ha collocato obbligazioni per 1,5 miliardi di euro, mantenendo il margine di liquidità ai livelli necessari a coprire le scadenze del debito fino al 2014”.

In quello che Bernabè ha definito come “un contesto macroeconomico complesso”, i risultati della prima parte del 2012 sono una garanzia di sostenibilità per la dividend policy perseguita da Telecom, e consentono di confermare il raggiungimento dei target di fine anno. Ovvero ricavi ed Ebitda sostanzialmente stabili rispetto al 2011 e una posizione finanziaria netta rettificata a circa 27,5 miliardi di euro.

L’andamento del business, complessivamente positivo, è comunque disomogeneo per aree geografiche e di attività. Sul fronte domestico, ai “risultati importanti, particolarmente evidenti nel settore consumer” si è contrapposto il più difficile trend delle piccole e medie imprese, che “sta risentendo della difficile situazione di mercato, aggravata dalla difficoltà di accesso al credito”, spiega Bernabè.

L’America Latina si conferma un’area strategica, per le cui attività Andrea Mangoni è appena stato nominato direttore generale. Nel semestre sono cresciuti tanto gli investimenti industriali della Business Unit Brasile (con un incremento di 218 milioni di euro, al netto delle oscillazioni valutarie, sul pari periodo 2011), quanto quelli della Business Unit Argentina (con un più modesto aumento di 31 milioni di euro), in quest’ultimo caso serviti soprattutto al miglioramento e ampliamento della rete 3G esistente.

Altra buona notizia riguarda proprio le attività del gruppo in Sudamerica, dove la controllata Tim Brasil recentemente era stata penalizzata da una decisione dell’Anatel: con l’accusa di cattivo funzionamento del servizio, l’ente regolatore delle telecomunicazioni brasiliano aveva bloccato la vendita di nuove Sim card in 18 regioni del Paese e nel distretto federale di Brasilia. Dopo giorni di trattativa (lo stesso Bernabè era volato in Brasile per tentare un accordo), pare che a breve l’Anatel possa decidere di revocare la sospensione.

L'andamento degli investimenti


Il presidente ha concluso le dichiarazioni ufficiali accompagnate alla pubblicazione dei dati con una rassicurazione: “Il quadro macroeconomico e finanziario non sembra destinato a migliorare nei prossimi mesi né in Italia, né in America Latina, ma questo non deve mettere a rischio gli obiettivi che ci eravamo dati, primo fra tutti la riduzione del debito”.

“Useremo tutta la flessibilità che le diverse leve gestionali mettono a disposizione del management, nella consapevolezza che una situazione di eccezionale complessità come quella che ci troviamo ad affrontare richiede non solo coerenza e rigore nella gestione, ma anche la capacità di trovare nuove strade per garantire il mantenimento del percorso di crescita sul quale, con il nuovo piano di investimenti, ci siamo avviati”.

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