Telecom Italia entra nel mercato delle applicazioni con Tim Store, negozio online per smartphone e cellulari generici. L'iniziativa nasce in collaborazione con la spagnola Telefónica, guidata da Cesar Alierta.
TimStore
Il Tim Store rientra in un progetto di più ampio respiro, ribattezzato "Common Application Marketplace". Nelle intenzioni dei suoi creatori vuole essere il mercato europeo delle applicazioni.
Quanto al negozio di TIM l'azienda spiega che i modelli compatibili sono già più di 800. Il Tim Store si differenzia dai prodotti della concorrenza "per il fatto di essere una piattaforma aperta, cioè progettata su misura per il cliente e non sulla tecnologia del suo telefonino. L'obiettivo è di dare impulso allo sviluppo di un mercato italiano di applicazioni per le esigenze specifiche del pubblico italiano, favorendo nel contempo la crescita a livello internazionale del Made in Italy digitale". Il comunicato stampa è molto chiaro: nessun vicolo di marca o sistema operativo.
Non si vogliono escludere nemmeno i clienti che non possiedono uno smartphone: ci sono infatti molte applicazioni scritte in Java e compatibili anche con i telefoni meno evoluti. Naturalmente non mancano applicazioni per Symbian, Android, Windows Mobile e Blackberry.
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"A oggi sono circa 1.000 le applicazioni già disponibili su www.timstore.tim.it, suddivise per categorie: Social Network, Mappe, Giochi, Informazioni, Servizi di utilità, Sport e Salute. Le applicazioni si possono acquistare direttamente con il credito del telefonino senza necessità di carta di credito".
"TIM Store sarà successivamente integrato con gli application store europei di Movistar e O2, con l'obiettivo di lanciare il Common Application Marketplace. […]".
Questa iniziativa è una prima mossa concreta da parte degli operatori telefonici, che vogliono partecipare ai profitti generati dalle applicazioni per smartphone. Che si tratti di giochi, navigazione satellitare musica o produttività, Telecom e simili non vogliono lasciare l'intera torta ad Apple, Google, RIM e le altre aziende.
Certo, per i prodotti Apple non c'è modo di evitare l'AppStore ufficiale (a meno di jailbreak). Ciò nonostante l'idea di creare applicazioni multipiattaforma è quella giusta, se la si guarda dal punto di vista dell'utente e del risparmio.