12/05/2010 di Redazione

Yahoo! Cloud è pronta ai nastri di partenza

Entro pochi mesi Yahoo! fornirà con la propria nuvola di centri di calcolo servizi on demand. Diversa da EC2 di Amazon e dalle Google App Engine, la Cloud di Yahoo! fornirà in ambiente open servizi di load balancing e sicurezza

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Tra pochi mesi, e certamente nel 2011, Yahoo! inizierà a fornire servizi di cloud computing. (Vedi anche Yahoo! e Intel con 2 nuovi data center green)

Da quanto risulta a Cade Metz di The Register, la differenza della offerta Yahoo! rispetto all'Amazon Elastic Compute Cloud (EC2) e alle Google App Engine, è una via di mezzo. Sembra cioè che Yahoo! conti di proporre interi servizi a scatola chiusa. Due gli ambiti di cui si parla: load balancing e sicurezza. Un'impresa, insomma, agganciandosi alla cloud di Yahoo! potrà struttare le funzionalità di valutazione e bilanciamento di carico delle proprie applicazioni oppure sfruttare on demand quanto concerne la sicurezza in senso ampio.

info.yahoo.com promuoverà la Cloud per il load balancing e la sicurezza in ambiente open source


EC2, si sa, fornisce on demand risorse di calcolo e spazio disco. Google App Engine, invece, fa molto di più di quanto promette Yahoo! ma pretende anche molto: si possono progettare applciazioni basate sul suo motore ma bisogna usare le sue librerie, i suoi linguaggi, accettare compromessi riguardo la velocità di download e connettività.

La scelta di Yahoo! è invece di fornire interamente la propria piattaforma open source Hadoop. Chi svilupperà le proprie soluzioni tenendo conto di questo ambiente open, potrà integrare i servizi on demand dalla Cloud di Yahoo! (che non ha ancora un nome commerciale).

Con Google, invece, occorre fare i conti con il nuovo file system (GFS2) che man mano vien implementato per sostenere la nuova generazione del motore di ricerca chiamato, in codice, "Caffeina".

Più standard invece il modo di proporsi di Amazon con EC2 che utilizza API del progetto Eucalyptus della distribuzione Linux Ubuntu e che è stato adottato come standard dalla Cloud Nebula della NASA.

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