In un mercato dell’intelligenza artificiale sempre più maturo dal punto di vista sia della domanda sia dell’offerta, per il canale Ict le opportunità non mancano. Per coglierle al meglio, tuttavia, è necessario lavorare sul fronte delle competenze e in particolare di quelle di cybersicurezza. A dirlo è un nuovo studio di Cisco, “From Adoption to Accountability: How Partners Can Close AI’s Value Gap”, che ha coinvolto oltre 1.700 operatori di canale di trenta Paesi.
Sul totale degli intervistati, uno su quattro ha detto che già oggi oltre metà del proprio fatturato è legato a progetti, tecnologie o servizi di intelligenza artificiale. Il 55% prevede di raggiungere tale soglia entro cinque anni. Si prospetta, dunque, un’ulteriore crescita rispetto a un presente già ricco di opportunità legate a Large Language Model, chatbot, automazione e agenti AI.
Ma che cosa significa “cogliere l’opportunità” per un operatore di canale? A detta di Cisco, significa non solo implementare l’AI nelle aziende ma anche garantire la sicurezza, la governance, il controllo dei costi e la capacità di giudizio di cui c’è bisogno per utilizzare questa tecnologia in modo responsabile su larga scala.
A proposito di sicurezza, lo studio di Cisco evidenzia un nervo scoperto. Solo il 29% dei partner (percentuale che tra gli italiani sale al 31,7%) pensa di avere una “elevata consapevolezza” delle minacce alla sicurezza specifiche dell’AI. C’è sicuramente una grossa lacuna da colmare in tal senso, ma Cisco loda il fatto che nel canale si stia sviluppando un sempre maggiore spirito critico sul tema: nell’analogo studio dello scorso anno, infatti, la quota di chi credeva di avere una “elevata consapevolzza” era maggiore, 35%. Il calo della percentuale da un anno all’altro è segno, per Cisco, di una comprensione più realistica dell’argomento.
In altre parole, i rischi legati all’AI (cioè sia gli attacchi realizzati con l’intelligenza artificiale sia quelli rivolti a modelli, agenti e applicazioni AI) non sono più solo teoria. I partner di canale ora si confrontano concretamente con queste problematiche, considerando che quasi metà dei loro clienti sta già utilizzando l’AI agentica, o come sperimentazione o su larga scala. Gli operatori di canale, quindi, stanno acquisendo una visione più chiara su ciò che serve per gestire e proteggere queste tecnologie.
L'orchestrazione multi-agente è risultata essere la capacità più carente in termini di preparazione dei clienti, di capacità dei Partner, di conoscenze ed esperienza pratica già fatta. Qui si innesta un’opportunità: le aziende sono interessate ad adottare una tecnologia per la quale hanno bisogno di consulenza e supporto, aiuto teorico e pratico. Le aziende, poi, necessitano di assistenza nel progettare, realizzare, gestire e modernizzare le infrastrutture IT, anche s all’intelligenza artificiale. Nelle infrastrutture, rimarca Cisco, la sicurezza va considerata fin dall’inizio della progettazione e integrata a più livelli, in dati, modelli, applicazioni e ambienti di esecuzione.
Altre opportunità da cogliere riguardano la gestione dei costi e il ritorno sull’investimento. Quasi tutti i partner intervistati, il 92%, hanno detto che almeno alcuni clienti sono preoccupati dei costi di gestione dell’intelligenza artificiale. Solo il 43% (il 29% in Italia) sostiene che il ROI dei clienti soddisfi o superi le aspettative. Un non trascurabile 21% (circa il 10% in Italia) crede che le pressioni sui costi condizioneranno gli investimenti in AI delle aziende. Cisco sottolinea che i partner di canale, quindi, possono aiutare i clienti a definire aspettative realistiche, a individuare i casi d’uso migliori e a massimizzare il ritorno sugli investimenti.
Una terza area di opportunità riguarda la governance dell’intelligenza artificiale. Dalle interviste è emerso che le aziende faticano un po’ negli aspetti di compliance, cioè nel dimostrare la conformità normativa delle soluzioni AI adottate. Inoltre faticano nel comprendere i meccanismi che, in un’applicazione di intelligenza artificiale, portano a un determinato output. La governance, sottolinea Cisco, non è solo una questione tecnologica ma anche una sfida legata ai processi aziendali: i partner di canale si trovano in una posizione privilegiata per collegare questi due aspetti grazie alle loro competenze tecniche e alla conoscenza del contesto operativo del cliente.