La transizione al 5G va avanti di buon passo in tutto il mondo. Secondo le nuove stime di Css Insight, alla fine di quest’anno arriveremo a conteggiare 637 milioni di connessioni 5G attive, mentre nel 2022 si assisterà a un raddoppio per arrivare a 1,34 miliardi di connessioni. Il presente avrebbe potuto essere diverso se non fosse stato per la pandemia di covid-19, che ha causato ritardi nei lavori di realizzazione delle reti 5G ma soprattutto ha determinato la ben nota crisi dei semiconduttori, il chip crunch, e i conseguenti ritardi nelle catene di fornitura di diversi mercati. D’altro canto, dopo un 2020 di rallentamento della domanda, nel 2021 le vendite di smartphone sono ripartite con decisione.

“In un altro anno turbolento per il mercato della telefonia”, scrive l’analista  Marina Koytcheva, vice president of forecasting di Ccs Insight, “le difficoltà di approvvigionamento nei livelli basso e medio, combinate con la debolezza della domanda nei mercati emergenti, hanno smorzato le vendite. Ma i dispositivi abilitati al 5G finora hanno continuato a farsi strada tra gli utenti dei mercati più avanzati, con una previsione di 564 milioni di smartphone 5G venduti nel 2021”. Per il trimestre finale dell’anno, tradizionalmente il più ricco per i prodotti hi-tech, l’incognita della disponibilità di chip pende ancora sugli smartphone, iPhone incluso. Tant’è che Apple, secondo indiscrezioni, sarebbe stata costretta a tagliare il proprio piano di produzione dell’iPhone 13.

Sul fronte delle infrastrutture e dei servizi di rete 5G, intanto, i lavori procedono spediti dopo i rallentamenti causati dai lockdown del 2021 e nonostante qualche incertezza dovuta alla scelta di includere o escludere Huawei e Zte dalla lista dei fornitori. Mentre negli Stati Uniti le aziende cinesi hanno la strada sbarrata, in Europa le decisioni vengono compiute su base nazionale e molti contratti di fornitura sono ancora in fase di definizione. Tra i Paesi avanguardisti nello standard di rete di quinta generazione c’è sicuramente la Corea del Sud, dove a fine 2021 il 30% delle connessioni mobili sarà di tipo 5G. Subito dopo arrivano gli Stati Uniti, con una quota del 25%, e la Cina con un 24%.

Una volta che lo spettro sarà allocato e che gli operatori telco distribuiranno le proprie reti 5G, la velocità di adozione da parte degli utenti dipenderà da quanto avranno voglia di spendere un prezzo premium per l’acquisto di un nuovo modello. Attualmente sembra di vedere che la spinta arrivi dall’offerta, dalla disponibilità di smartphone 5G sul mercato, più che dalla domanda di tecnologie maggiormente avanzate. In altre parole, il 5G da solo è raramente la motivazione che spinge ad acquistare un nuovo smartphone, ma i modelli di fascia alta sono ormai dotati di questo standard e ciò ne favorisce di fatto l’adozione. Nel complesso, gli indicatori sono buoni: la domanda di nuovi smartphone è in crescita, mentre i prezzi dei modelli 5G continuano a scendere. Css Insight conferma la precedente previsione di 3,6 miliardi di connessioni 5G entro il 2025.