Anche nel mondo finanziario, particolarmente in quello bancario, il ruolo dei dati sta diventando centrale nella definizione dei processi decisionali e delle strategie di approccio al mercato. Viene da pensare, in prima battuta, ai cambiamenti nel comportamento dei clienti generato dalla pandemia, con il tangibile spostamento delle abitudini dalle visite in filiale alle interazioni digitali. Il presidio sul customer journey rappresenta certamente una delle sfide più importanti per chi opera nei servizi finanziari. Ma la possibilità di disporre di dati correttamente consolidati, organizzati e accessibili dalle funzioni di business appare un’esigenza rilevante anche per affrontare temi come la compliance normativa, la multicanalità, la prevenzione dalle frodi e persino la sostenibilità ambientale.

Banche e altre realtà del mondo finanziario dispongono oggi di una vasta quantità di dati interni ed esterni, da quelli di tipo transazionale a quelli demografici, dalle indicazioni comportamentali a quanto reperibile sui social media. L’affidabilità di quanto disponibile resta un tema aperto e a questo si aggiunge una certa carenza di competenze nell’elaborazione e analisi dei dati. Alla base, dovrebbe esserci una data strategy costruita su una piattaforma unica, il presidio costante di un team (neutro rispetto a It e business) guidato dai Chief Data Officer (Cdo), processi di gestione e accesso ai dati ben strutturati.

Su questi temi, The Innovation Group ha realizzato una ricerca qualitativa costruita su una quindicina scarsa di banche e società di servizi finanziari fra i più importanti in Italia, concentrandosi sulle figure dei Cdo e dei responsabili delle data architecture.

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