C’è chi la chiama terza rivoluzione industriale. Anche le aziende manifatturiere italiane stanno affrontando una fase storica caratterizzata da tendenze e fenomeni che si susseguono a velocità notevolmente superiore rispetto a quanto accaduto nel passato. La capacità di saper anticipare, o quantomeno cogliere con rapidità, le direttrici di questo cambiamento, soprattutto in chiave tecnologica, rappresenta l’elemento fondamentale per trasformare una serie di input esogeni in veri percorsi di cambiamento all’interno delle imprese.

Per capire questi cambiamenti e analizzare i nuovi paradigmi tecnologici il Laboratorio Supply Chain & Service Management (Scsm) dell’Università degli Studi di Brescia ha dato vita nei mesi scorsi a un progetto di ricerca finora unico su scala nazionale, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico e finalizzato a indagare lo stato di conoscenza e di diffusione, all’interno delle aziende manifatturiere italiane, di alcune delle più dirompenti tecnologie digitali. Sotto la lente di ingrandimento dello studio, denominato non a caso “The Digital Manufacturing Revolution”, vanno le tecnologie in grado di modificare in maniera sostanziale processi/prodotti/modelli di business e potenzialmente capaci di innescare, per l’appunto, una nuova rivoluzione industriale: stampa 3D & 3D scanning, Internet delle cose, social manufacturing, realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale & robotica, nanotecnologie & materiali avanzati.

I risultati preliminari di questa importante ricerca, di cui Indigo Communication è media partner con il magazine Technopolis (allegato bimestrale del Sole24ore), sono stati presentati in occasione dell’evento “Digital Manufacturing – I numeri del cambiamento tra opportunità e minacce”, svoltosi a Brescia il 9 ottobre scorso. Per scaricare il White Book con i commenti di Andrea Bacchetti dell’Università di Brescia (laboratorio di ricerca Scsm), il punto di vista di Elio Bergamaschi di Siemens Plm Software e le testimonianze aziendali di Antonella Fornelli di Beretta Fabbrica d’Armi e Sebastiano Gregoris di Savio Macchine Tessili basta seguire questo link e compilare il form di registrazione.

 

Uno dei grafici che si trova nel documento scaricabile dal nostro sito.

 

L’indagine ha finora coinvolto una cinquantina di aziende nazionali di piccole, medie e grandi dimensioni e si pone l’obiettivo di arrivare a un campione significativo, oltre che estremamente qualitativo, di un centinaio di imprese entro la fine del 2014, quando scadrà il termine ultimo per aderire al progetto. La partecipazione è gratuita ed è accessibile a questo link.

La rivoluzione di cui stiamo parlando,” dice Andrea Bacchetti, “ha bisogno di essere prima compresa, e solo poi percorsa dal sistema Paese. Infatti, sebbene le keyword ‘Digital e Manufacturing’ siano molto efficaci nell’attirare click sul web, non portano a comprendere sino in fondo quale sia il potenziale impatto di questa rivoluzione, in termini di ampiezza e magnitudo sul mondo industriale. I due termini richiamano mondi estremamente ampi, complessi, da cui deriva la necessità di coinvolgere esperti su tutti i fronti per poter comprendere a fondo il fenomeno. In primis il mondo della ricerca, per analizzare ed interpretare gli indizi disponibili; poi l’offerta di soluzioni tecnologiche, fondamentale per conoscere gli applicativi tecnologici; infine il mondo  degli utilizzatori e delle imprese, che dovranno comprendere come applicare queste tecnologie nei propri contesti, all’interno dei processi e dei propri prodotti, valutando i potenziali vantaggi che ne possono ricavare”.

Le risultanze della ricerca, di cui daremo conto nelle prossime settimane e nei prossimi mesi su ictBusiness.it, Technopolis e i Quaderni di Technopolis dedicati al tema “Digital Manufacturing”, aiuteranno a delineare più chiaramente lo status di maturità della manifattura italiana rispetto ai nuovi paradigmi tecnologici, le criticità da affrontare e i benefici conseguibili.

 

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