Dal centro di Los Angeles a qualsiasi terminal dell’aeroporto cittadino. In otto minuti contro i quasi sessanta attuali. Al costo di un dollaro a tratta. È l’ultimo “annuncio” fatto da Elon Musk per la sua azienda di trasporti The Boring Company durante una presentazione sullo stato di avanzamento del progetto. Musk si è preoccupato soprattutto di sottolineare il concetto che gli scavi in corso non “destabilizzeranno” la città né il suo tessuto urbano. L’azienda ha infatti progettato una serie di tunnel sotterranei dove dovrebbero transitare dei veicoli (chiamati pod) su rotaie, in grado di ospitare fino a 16 persone. Le vetture viaggerebbero a una velocità massima di 150 miglia all’ora, circa 240 chilometri all’ora. Un paio di giorni fa The Boring Company ha annunciato il completamento della prima galleria, della lunghezza di 3,8 chilometri: il tunnel è lungo 3,8 chilometri e collega il parcheggio di SpaceX (altra realtà fondata da Musk) all’aeroporto losangelino.

L’obiettivo di rivoluzionare il trasporto pubblico che si è posto l’eclettico imprenditore di origine sudafricana è decisamente ambizioso. Ma Musk, al momento più forte delle critiche che stanno investendo anche Tesla, ha dalla sua le risorse economiche e l’impatto mediatico necessari per continuare a proporre progetti innovativi. Dopo aver completato il primo “Loop” di Los Angeles, la società ha già annunciato di aver dato il via ai lavori sulla rotta New York – Washington Dc. L’anno prossimo dovrebbero invece partire anche gli scavi sulla tratta Los Angeles – San Francisco.

Non che manchino i problemi. Ad oggi gli ostacoli più grossi incontrati da The Boring Company riguardano i permessi necessari per la costruzione delle gallerie e per la rimozione dei detriti. Oltre alla velocità stessa di escavazione. Per provare ad aggirare il problema, l’azienda sta cercando di collaborare fianco a fianco con le amministrazioni locali. Andando in parallelo a caccia di fondi.

Un documento depositato alla Sec ha rivelato come la compagnia sia riuscita a raccogliere 113 milioni di finanziamenti da fondi di venture capital, che si aggiungono alla vendita di merchandising (come il lanciafiamme e il cappello griffati The Boring Company). Niente di eclatante, considerando la portata dell’iniziativa e i suoi probabili costi.