Nella notte della Florida, quando in Italia erano le 3:25, SpaceX, la compagnia di Elon Musk, ha lanciato, due volte in meno di una settimana, un Falcon 9. Il suo razzo, infatti, ha portato in orbita con pieno successo il settimo gruppo di sessanta satelliti Starlink, per poi tornare a terra e posarsi sulla piattaforma oceanica JRTI (Just Read The Instructions). Un intervallo breve per il Falcon 9, che il 30 maggio aveva “trasportato” la navetta Crew Dragon, con a bordo portato gli astronauti della Nasa, Bob Behnken e Doug Hurley, diretti alla stazione spaziale.

I sessanta Starlink lanciati si separeranno lentamente tra loro nel corso dei prossimi giorni, andando a distribuirsi sul piano orbitale e alzando progressivamente l’orbita fino a raggiungere la loro quota operativa. Con questo lancio la costellazione è arrivata a 480 unità. Sono i primi con il “parasole”, il dispositivo adottato per limitarne la luminosità una volta in orbita, in modo da non disturbare le osservazioni astronomiche.

Gli Starlink sono stati progettati per formare una rete che fornisca connettività Internet a banda larga, in particolare nelle aree dove le reti “terrestri” non sono presenti o non offrono connessioni veloci e affidabili. Elon Musk, Ceo e fondatore di SpaceX, aveva dichiarato che la compagnia avrebbe avuto bisogno di almeno 400 satelliti in orbita per riuscire a fornire una copertura Internet minimale e 800 per una adeguata. La commercializzazione dei servizi potrebbe essere avviata entro il 2020, con la copertura di alcune località di Stati Uniti e Canada.

SpaceX ha dunque effettuato due lanci da Cape Canaveral nel giro di quattro giorni. Si tratta di un record per la compagnia di Musk. Ma è doppio primato, anzi triplo primato: per la piattaforma automatica JRTI si è trattato del primo recupero svoltosi nell’Oceano Atlantico, e siamo al quinto riutilizzo e recupero per il booster, in pratica il primo stadio, arrivando così al numero maggiore di lanci e recuperi di Falcon 9 ancora funzionanti.

SpaceX tenterà anche di recuperare le due semi-ogive, continuando il suo sforzo per raggiungere la massima efficienza in termini di riutilizzo dell’hardware di volo.