Dopo un calo nei primi mesi del 2020 (-26% anno su anno), causato principalmente dal lockdown di marzo, aprile e maggio, si vedono segnali di ripresa a partire dal periodo luglio-settembre 2020, con un incremento del 13% rispetto ai tre mesi precedenti, nonostante agosto sia tradizionalmente “fermo”. A dirlo le rilevazioni, relative al terzo trimestre 2020, dell’Osservatorio Competenze Digitali sulle ricerche di personale Ict effettuate via web dalle aziende di tutti i settori e presentate ieri in occasione della web conference “L’impatto della pandemia sulle professioni ICT: come sta reagendo il settore del digitale”. L’evento era organizzato dalle maggiori associazioni dell’Ict - AicaAnitec-AssinformAssintel e Assinter Italia, insieme all’Università Bicocca, in qualità di promotori dell’Osservatorio. 

La pandemia ha sicuramento impresso una forte accelerazione al bisogno di trasformazione digitale, ma ha rallentato la capacità del settore Ict e degli altri settori di occupare professionalità e competenze digitali essenziali per lo sviluppo”, afferma Marco Gay, presidente Anitec-Assinform. “È importante, in chiave di rilancio, rafforzare non solo gli strumenti di sostegno alla domanda di servizi e prodotti Ict e alle stesse imprese Ict, ma anche aumentare i percorsi educativi e formativi Ict, guardando alle competenze digitali come leva strategica di cambiamento. La ripresa della domanda di profili digitali deve rappresentare la spinta ad agire concretamente in questa direzione”.

Le ricerche via web di figure professionali Ict  - più di 19mila - sono state oltre 2mila in più rispetto al trimestre precedente. L’incremento si è visto, anche se a due velocità, in tutte le categorie: più marcato nelle aree Design,BusinessEmerging e Support, con tassi di crescita trimestrali dal 22 al 31 per cento, e meno marcato, ma pur sempre significativo, in quelle Process Improvement e Development (rispettivamente, 11 e 9 per cento).

Le variazioni rilevate a livello territoriale confermano il gap tra NordCentro e Sud del Paese. Il Nord-Ovest primeggia con una quota di circa il 43% delle nuove ricerche di figure Ict, con la regione Lombardia ad esprimere la quota più significativa (circa 34%). Segue il Nord-Est con il 29%, con Veneto ed Emilia Romagna rispettivamente al 15 e 10 per cento. Il Centro si attesta al 19%, con il Lazio a guidare (11%), mentre il Sud e le Isole sono tributate solo del 9,4%, con la Campania a guidare (3,5%).

In media nelle professioni legate all’Ict la componente di competenze digitali richieste è del 43% (Digital Skill Rate), seguono le soft skill, che pesano per il 37,8%, e infine le altre competenze non digital (19,2%). Fatta salva la variabilità legata ai diversi profili, a livello generale emerge una crescita progressiva della rilevanza delle soft skill anche all’interno dei profili più tecnici, e non solo in quelli manageriali.