Digital transformation e approccio data-driven vanno di pari passo. Perché senza una cultura e una tecnologia del dato non si può intraprendere un corretto percorso di innovazione e competitività. Ne abbiamo discusso con Carlo San Martino, country manager di MicroStrategy Italia.

 


Qual è lo scenario e quali sono le sfide per le aziende coinvolte nel processo di digital transformation?

 

Le aziende che vogliono affrontare la trasformazione devono diventare sempre di più organizzazioni data-driven, quindi devono imparare a estrarre dalla mole di dati sempre più disomogenea una “single version of the truth”, per metterla poi a disposizione degli analisti. Oltretutto, gli strumenti con cui analizzare i dati sono sempre più diversi: mobile, Web e perfino smartwatch. 

 

L’unica via per realizzare tutto ciò in modo efficiente è utilizzare una piattaforma disegnata ad hoc,come MicroStrategy, una piattaforma enterprise aperta e scalabile, che consente ovvi vantaggi in termini di velocità implementativa e di sicurezza (e questo è intuitivo) ma anche di manutenzione (ogni modifica della piattaforma viene propagata automaticamente in tutte le applicazioni di cui dispone l'azienda). In questi termini, la governance e la fruibilità del dato hanno un ruolo fondamentale. 

 

Qual è la situazione del mercato italiano?

 

In un certo senso, la digital transformation è arrivata e si è sviluppata velocemente, laddove l’adozione di tecnologie per l’analisi dei dati all'interno delle aziende è stata spesso disordinata e disomogenea. Questo ha provocato non pochi problemi nel momento in cui, ad esempio, ci troviamo all'interno della stessa azienda con una serie di strumenti differenti adottati da utenti diversi. Per questo MicroStrategy ha introdotto i Federated Analytics, che permettono di connettere anche ambienti come PowerBI, Qlik e Tableau al nostro metadato, consentendo all’IT di avere una governance del dato efficace e agli utenti di business di continuare a usare il proprio strumento abituale. In un secondo momento abbiamo esteso il concetto dei Federated Analytics anche ad altri strumenti, come Python o R, per favorire lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale.

 

 

Qual è il livello di pervasività degli analytics in azienda?

 

Nonostante tutti gli sforzi dell’IT per mettere in piedi sistemi di analytics sofisticati, oggi solo un 30% delle persone in azienda si basa sull'analisi dei dati per prendere ogni giorno le dovute decisioni. Per risolvere questo problema di adozione, MicroStrategy ha introdotto la tecnologia dell'HyperIntelligence  e le Schede di HyperIntelligence: sono strumenti che in qualche modo invertono il paradigma con cui si interagisce con il dato, portando l’informazione verso l’utente invece di obbligarlo ad analizzarla. 

 

Per fare un esempio pratico: se ricevo un'email con degli elementi che richiedono io prenda una qualsiasi decisione, dalla più semplice alla più strategica, anziché dover chiudere la posta elettronica e aprire diversi strumenti aziendali per raccogliere varie informazioni, il sistema riconosce negli elementi interni all'email stessa il collegamento agli analytics necessari. A quel punto, semplicemente passando il mouse su quegli elementi, potrò visualizzare una scheda contenente tutti i dati che mi consentiranno di prendere la mia decisione in modo più rapido (senza dover uscire dal contesto e con “zero clic”) ma anche più affidabile (perché la decision è effettivamente basata sui dati), oltre a evitare il ricorso a un’interfaccia utente dedicata.