Si torna in ufficio, ma in spazi adeguati alle nuove esigenze di sostenibilità, salutistiche, di ottimizzazione degli spazi e delle strutture adibite per la collaborazione, da remoto o in presenza che sia. La ripresa del lavoro ibrido e in presenza negli anni di quello che ci auguriamo tutti che sia un post pandemia, si sta via via a concretizzando, con gli uffici che interamente o parzialmente iniziano a ripopolarsi. HPE è convinta del valore del lavoro in presenza, ibrido o non, ma utile nello stimolo del lavoro in team e, come conseguenza, lo sviluppo di creatività condivisa per progetti, idee, confronti, con colleghi, partner, clienti.
 
Per questo motivo ha pensato di ristrutturare la propria sede storica nel campus di Cernusco sul Naviglio, nel milanese, tenendo come impostazione principale l’aspetto di sostenibilità ambientale e di fruizione smart degli spazi ma anche volendo rinnovare e confermare il rapporto con il territorio di Cernusco, contribuendo a valorizzare l’ecosistema economico locale attraverso nuovi equilibri che coniughino tecnologia e aspetti green. 
 
Cambia la logica del posto di lavoro. Non un punto di arrivo, ma una partenza per un nuovo modo di lavorare e per affrontare il futuro” ha esordito Claudio Bassoli, presidente e AD di Hewlett Packard Enterprise Italia, in occasione della presentazione della rinnovata sede a un pubblico selezionato di partner, clienti e giornalisti alla quale ha presenziato anche il sindaco di Cernusco S.N. 
 

Claudio Bassoli, presidente e AD di Hewlett Packard Enterprise Italia

 

 
Vetro e cemento i materiali sui quali quasi interamente si è orientata sia la costruzione, nel 1978, sia la ristrutturazione del campus, a vantaggio di un maggiore sfruttamento della luce naturale e minimizzando l’impatto manutentivo, ma anche ottimizzando le risorse energetiche, rigorosamente Green non solo da ora, cavalcando logiche di sostenibilità, di economia circolare che ben si coniugano con una strategia della sede HPE del Nord Italia che intende restare legata al territorio, al quale dedica anche iniziative a sostegno del sociale. 
 
Un senso di comunità, interno ed esterno all’azienda stessa – aggiunge Bassoli -, che per l’ufficio rappresenta quel valore aggiunto che deriva dallo scambio di idee ed esperienze che nulla toglie allo smartworking, da sempre nel DNA di HPE, ma che gode dei benefici del tornare nei luoghi fisici di lavoro e collaborazione, che è il modo migliore per sviluppare progetti insieme e lavorare in team”. 
 
La riorganizzazione degli spazi prevede inoltre che almeno un terzo di questi sia destinato alla filiera e ai partner, i quali all’interno del campus hanno un centinaio di postazioni di lavoro dedicate ma anche la possibilità di fruire dei servizi disponibili all’interno dell’Innovation Lab, con la possibilità di effettuare demo e presentazioni delle soluzioni HPE ai propri clienti e prospect.
Lo stesso principio di sostenibilità e di collaborazione sarà anche quello che contraddistinguerà il rinnovo della sede romana del vendor, che si prevede sarà inaugurata entro l’anno. 
 
 
Sostenibilità che HPE ribadisce essere parte integrante nelle stesse tecnologie d’innovazione che propone, a partire dalla nuova generazione di cloud, Green Lake, che grazie al suo utilizzo consente un risparmio dal punto di vista energetico del 33%, con la maggior parte dei componenti infrastrutturali che sono riciclabili e con una velocità aumentata del 70% nei processi di rilascio delle applicazioni, contribuendo ulteriormente a un utilizzo calibrato dell’infrastruttura e dei costi funzionali. 
 
Tecnologia ad altissima potenza e velocità estreme di elaborazione che contraddistinguono anche i propri supercomputer Exascale, in grado di compiere un miliardo di miliardi di operazioni al secondo, ottimizzando l’utilizzo di energia e, come nel caso del Governo degli USA, utilizzati proprio per le ricerche nel campo energetico.
 
In tutto questo coinvolgiamo il nostro ecosistema di partner, che in Italia è fatto di 600 realtà con cui abbiamo un rapporto stretto e altri 5.000 partner territoriali, per capire insieme a loro come utilizzare queste tecnologie e come portarle in maniera profittevole sul mercato per rispondere alle nuove esigenze dei clienti, in un circolo virtuoso che parte dal nostro impegno sulla ricerca e sviluppo che ci vede parte dei programmi di grande innovazione di Orizon Europe, che si svolge su una decina di centri europei, di cui questo di Cernusco fa parte” conclude Bassoli.