Nuova acquisizione nel panorama mondiale dei data center: Equinix, uno tra i principali fornitori di servizi di colocation e interconnessione, entra in possesso di Packet, che invece offre (tramite cloud oppure on-premise) risorse bare metal automatizzate, sulle quali i clienti possono installare i software, i sistemi operativi o le piattaforme di virtualizzazione di loro scelta. Fondata nel 2014 a New York, è stata pagata dal compratore 335 milioni di dollari.

 

La transazione, annunciata lo scorso gennaio, è stato ora finalizzata e permetterà a Equinix di creare soluzioni avanzate per i clienti enterprise, al fine di implementare rapidamente l’infrastruttura digitale su scala globale con prestazioni differenziate e una solida integrazione con il cloud pubblico”.

 

In altre parole, i clienti di Equinix (aziende e operatori di canale) potranno mettere in piedi infrastrutture IT avanzate attraverso il modello di consumo migliore per le proprie necessità, basato su risorse fisiche o virtualizzate, anche all’interno di architetture ibride e multi-cloud. Con il ricorso al “bare metal as-a-Service” si ha la garanzia di poggiare i propri carichi di lavoro su un hardware sicuro, a tenant singolo, e distribuito geograficamente (così da privilegiare la prossimità e le prestazioni).  Nel dettaglio, la tecnologia proprietaria di Packet automatizza i server fisici e le reti senza ricorrere a virtualizzazione o multitenancy. 

 

L’accordo prevede che Packet venga integrata all’interno della società del compratore con la dicitura ““Packet, una società Equinix”. Manterrà, dunque, una relativa autonomia e allo stesso tempo svilupperà nuove soluzioni che coniugheranno la tecnologia bare metal di Packet con le tecnologie della piattaforma di Equinix. Zachary Smith, già Ceo di Packet, ricoprirà all’interno di Equinix il ruolo di managing director del settore bare metal.